Ligabue in Made in Italy al Palaflorio di Bari

«È una dichiarazione d’amore “frustrato” verso il mio paese raccontata attraverso la storia di un personaggio (Riko). Si tratta di un vero e proprio concept album, ma è comunque composto di canzoni. Canzoni che godono di una vita propria ma che in quel contesto, tutte insieme, raccontano la storia di un antieroe»

Luciano Ligabue a proposito di “Made In Italy”

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Continua in giro per i palazzetti d’Italia il tour Made in Italy – Palasport 2017, prodotto e organizzato da Riservarossa e F&P Group, in cui Luciano Riccardo Ligabue, cantautore, regista, scrittore e sceneggiatore italiano dalle fattezze indiane e l’anima rock, avrà l’occasione di presentare dal vivo i brani di Made in Italy, undicesimo disco di inediti e ventesimo album della sua carriera.

Dopo il successo conseguito nelle prima tappa del tour, svoltasi il  3 febbraio al PalaLottomatica di Roma, l’artista è protagonista al PalaFlorio di Bari i giorni 23,24 e 25 febbraio 2017 e sarà poi in replica nella stessa location il 23 maggio per un quarto appuntamento. La tournée proseguirà ad Eboli, Caserta, Perugia, Livorno e in molti altri comuni italiani, con il supporto imprescindibile  della band che lo ha affiancato nella realizzazione del nuovo album: Luciano Luisi (tastiere, cori), Max Cottafavi (chitarre), Federico Poggipollini (chitarre elettriche, cori), Davide Pezzin (basso), Michael Urbano (batteria, percussioni), Massimo Greco (tromba e flicorno), Emiliano Vernizzi (sax tenore) e Corrado Terzi (sax baritono).

Oltre ai nuovi pezzi che segnano l’apertura standard del concerto, tra cui spiccano La vita facile, Mi chiamano tutti Riko, G come giungla, Vittime e complici, L’occhio del ciclone e Made in Italy, la scaletta prosegue con i meravigliosi successi del passato, brani che hanno fatto la storia nel panorama della musica italiana e sono irrinunciabili per un show degno di nota: i meditabondi Certe Notti, Ho messo via, Piccola stella senza cielo e Questa è la mia vita, l’energico ed esuberante Balliamo sul mondo e, impossibile non citarlo, l’intramontabile Urlando contro il cielo. Si dipana così un viaggio indimenticabile tra passato e presente che non smette di emozionare il pubblico di ogni genere e dimensione.

L’artista di Correggio, nato nel 1960 e conosciuto ai più con il diminutivo Liga, a ben 57 anni porta ancora con sé il carisma del rocker della porta accanto: semplice, forte e di grande impatto visivo. A dare enfasi al suo charme, che non perde mai colpi, ci sono sicuramente i segni di una vita eclettica e disparata, passata un po’ in tutte le vesti: da semplice diplomato in ragioneria a bracciante agricolo, operaio metalmeccanico, ragioniere, conduttore radiofonico, commerciante, promoter, calciatore (nelle serie inferiori) e consigliere comunale del PDS. Solo in un secondo momento, intorno agli anni ’90,  Ligabue è stato consacrato all’altare dell’ ”alternative rock” , grazie ad alcuni brani divenuti storia come Sogni di rock’n’roll, Anime in plexiglass, Sarà un bel souvenirBar Mario e Figlio d’un cane.

Forse è proprio questo ricco ventaglio di esperienze a fare la differenza e permettergli di dominare il palco come una vera star pur risultando vicino al pubblico, che vive e rivive nelle sue parole perché il più delle volte raccontano quei desideri universali che risiedono in ognuno di noi. Le ovazioni degli astanti ieri 23 febbraio 2017, che così hanno riposto al magnetismo dell’artista romagnolo, sembrano confermare  l’ammirato riconoscimento di Fabrizio De André: «mai visto un musicista comunicare col pubblico come sa fare Luciano».

Francesca Rotondo

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