Lettere in redazione: “Sono uomo e mi sento donna. Posso frequentare le toilettes per signore?”

Caro Direttore,

mi sono sempre sentito femmina fin dall’infanzia. Oggi, pur mantenendo gli attributi maschili,  la legge mi permette di cambiare il mio attuale nome di Giorgio in quello di Maria. Ma – chiedo – potrò con ciò iniziare ad usare la toilette per signore?

Cordiali saluti.

Lettera firmata


uomini-donne-uomo-donnaGent.mo Sig. (o Sig.ra?) Giorgio (o Maria?),

chiede a me se potrà iniziare a frequentare le toilettes per signore?

Le rispondo piuttosto con un aneddoto che un mio caro amico ex-parlamentare, l’on. Lucio Marengo, racconta spesso:

“Vladimir Luxuria – racconta l’on. Marengo – quando fu eletta deputata della Repubblica, un giorno si recò nei sacri cessi della Camera dei Deputati a fare pipì in piedi, ovviamente, nei bagni delle donne. Successe un parapiglia e ci furono energiche proteste della deputata Gardini, tant’è che il Presidente della Camera predispose la realizzazione di un bagnetto singolo.”

Al di là di questo curioso siparietto, la sentenza della Corte di Cassazione dice che basterà una dichiarazione sottoscritta dall’interessato/a per autodeterminarsi uomo o donna. Sono pronto a credere che saranno moltissimi i signori e le signore che, indipendentemente dalla loro vera sessualità, chiederanno, a seconda delle occasioni e delle opportunità, di appartenere ad un genere piuttosto che a un altro.

Penso che il Parlamento debba entrare nel merito della sentenza che lascia parecchie domande senza risposta. Una di queste è proprio la sua.

Antonio Curci

 

 

© Riproduzione Riservata
Antonio Curci

Antonio Curci

Direttore Responsabile

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: