L’ecumenismo: una “teologia fatta in ginocchio”

papa-francesco-bartolomeI-patriarcato-costantinopoliOccorre abbandonarsi alla guida dallo Spirito Santo per crescere verso l’unità dei cristiani. È l’incoraggiamento elevato da Papa Francesco nell’udienza alla Delegazione ecumenica del Patriarcato di Costantinopoli, ricevuta alla vigilia della Solennità dei Santi Patroni di Roma, Pietro e Paolo. Il Santo Padre ha messo in risalto che anche muovendosi da visioni differenti, attraverso una “teologia fatta in ginocchio” si può giungere ad un cammino di unità.
Papa Francesco si è rivolto alla rappresentanza della “Chiesa sorella di Costantinopoli” rivolgendo prima di tutto il pensiero al Patriarca ecumenico Bartolomeo I, “amato fratello” con il quale ha vissuto insieme l’esperienza del pellegrinaggio in Terra Santa e poi la Preghiera per la pace nei Giardini Vaticani. Il Papa ha rammentato l’abbraccio tra Paolo VI e Atenagora. Un gesto profetico che ha dato “impulso ad un cammino” che “non si è più arrestato”.
“Questa unità – ha soggiunto il Papa – è un dono di Dio” e ha riaffermato che, grazie alla “forza dello Spirito Santo”, possiamo “guardarci gli uni gli altri con gli occhi della fede”, “riconoscerci per quello che siamo nel piano di Dio” e “non per ciò che le conseguenze storiche dei nostri peccati ci hanno portato ad essere”.
Questo visuale teologale, ha continuato, “si nutre di fede, di speranza, di amore”. Esso, è stata la sua considerazione, “è capace di generare una riflessione teologica autentica”, che è in realtà “partecipazione allo sguardo che Dio ha su se stesso e su di noi”. Un’osservazione, ha affermato, “che non potrà che avvicinarci gli uni agli altri, nel cammino dell’unità, anche se partiamo da prospettive diverse”:
“Abbiamo tutti bisogno di aprirci con coraggio e fiducia all’azione dello Spirito Santo – ha proseguito – di lasciarsi coinvolgere nello sguardo di Cristo sulla Chiesa” nel cammino di un “ecumenismo spirituale rafforzato dal martirio” di tanti cristiani che “hanno realizzato l’ecumenismo del sangue”.
Ad accompagnare la delegazione inviata da Bartolomeo il metropolita di Pergamo, Zizioulas, che nel suo discorso ha messo l’accento sull’importanza delle visite tra il Papa e il Patriarca di Costantinopoli così come sul lavoro della Commissione mista internazionale per il dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa.
La Commissione internazionale mista per il dialogo si incontrerà in assemblea plenaria nel prossimo settembre, per proseguire il confronto sul primato nella Chiesa. “E’ un argomento difficile – ha ammesso il metropolita di Pergamo – ma con l’aiuto di Dio speriamo di progredire in questo ambito”. “Il modo in cui Vostra Santità comprende e mette in pratica il primato ecclesiale – ha ultimato – offre ispirazione e speranza ai nostri sforzi per raggiungere un accordo su questo tema spinoso”.

Antonio Calisi

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Direttore Editoriale

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