Le proprietà sottratte alla mafia rinascono grazie alla Chiesa cattolica

Le proprietà sequestrate alla mafia rivivono grazie anche alla sollecitudine della Chiesa cattolica italiana, infatti, più del 20% delle realtà che gestiscono beni confiscati in tutta Italia sono legate a diocesi e parrocchie.

Tra le tante realtà c’è la parrocchia di San Gaetano Catanoso a Gioia Tauro in provincia di Reggio Calabria nata su un suolo confiscato. Su questo terreno incolto della cosca principale di Gioia Tauro, la cosca Piromalli, la diocesi di Oppido Palmi stabilì di edificare una parrocchia. Un segno molto forte, voluto dall’allora vescovo mons. Luciano Bux, che ha manifestato con i fatti il contrasto tra ‘ndrangheta e Vangelo, detto già da Papa Francesco con molta chiarezza nella Piana di Sibari.

Altra bellissima esperienza è la casa-famiglia che si trova a Trentola Ducenta, in provincia di Caserta, in una villa confiscata a un boss della camorra, del clan dei Casalesi, Dario De Simone. Da oltre 10 anni la casa-famiglia “Compagnia dei Felicioni”, guidata da una coppia, ospita una decina di bambini con storie molto difficili.

Antonio Calisi

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Antonio Calisi

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Direttore Editoriale

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