Le origini dell’apostolo Paolo

Facendo riferimento ad At 22,3 Saulo nasce a Tarso, in Cilicia. San Girolamo, verso la fine del IV secolo, lo ritiene al contrario, nativo di “Giscala di Giudea” (odierna Jish in arabo, Gush Halav in ebraico, nell’attuale Galilea) da cui si trasferisce a Tarso con i parentes (genitori o nonni) quando la città viene occupata dai Romani. Non è chiara la fonte dalla quale Girolamo ricava l’informazione. Il particolare dell’occupazione romana della città è forse un anacronismo: vere e proprie azioni militari romane in Giudea sono testimoniate sotto Gneo Pompeo Magno (63 a.C.) e particolarmente durante la prima guerra giudaica (66-74), che vede l’occupazione di Giscala nel 67 per resa all’allora generale Tito. Per questo gli storici odierni rifiutano l’idea della nascita a Giscala, benché sia possibile un’origine in questa città dei suoi progenitori, forse i nonni, poi emigrati a Tarso. Nessun elemento delle fonti storiche indica esplicitamente la data di nascita, benché certe rare e indefinite allusioni sia-no presenti nel Nuovo Testamento. In At 7,58, al momento del martirio di Stefano avvenuto pochi anni dopo la morte di Gesù (circa prima metà degli anni 30), Saulo è detto giovane. In At 9,1-2 il compito ufficiale ottenuto dal Sommo Sacerdote, di poco precedente alla conversione avvenuta intorno alla metà degli anni 30, indica una sicura maturità anagrafica. In Fm 9, dei primi anni 60, Paolo si presenta persona anziana. È comune opinione tra gli storici che la nascita vada posta, probabilmente, intorno al 5-10 d.C.

Riguardo ai primi anni della sua vita, in At 22,3 e At 26,4 Paolo si dice cresciuto a Gerusalemme, dove frequenta la scuola di Gamaliele. Non è certo in quale momento si trasferisce nella città santa da Tarso. La Mishnah (l’insieme della Legge orale e il suo studio scritto verso la fine II secolo) prescrive a 15 anni l’inizio dell’apprendimento del Talmud, ed è perciò probabile che vi si sia trasferito all’inizio della giovinezza.

Paolo è ebreo della tribù di Beniamino, (cfr. Rm 11,1; Fil 3,5), appartenenza dalla semplice valenza etnica, poiché nei secoli il senso territoriale di area geografica compresa tra Giudea e Samaria è andata gradualmente smarrita. È il caso, anche, di Giuseppe e Gesù, della tribù di Giuda e della casa di Davide (sud della Palestina), che risiedono, invece, a Nazareth, nel nord della Palestina.

Saulo, per nascita è civis romanus (cfr. At 16,37-38; 22,25-29; 25,7-12), fatto insolito ai suoi tempi: dei 60 milioni di abitanti che costituivano la popolazione dell’impero del tempo, solo 4 milioni erano “cittadini romani”. Nei primi secoli dell’impero la cittadinanza romana è un beneficio ereditario, principalmente per i residenti delle province non italiche, e implica rilevanti privilegi economici, politici e giuridici. Non è chiara l’origine di questo status paolino e sono state formulate differenti ipotesi:

– i progenitori di Paolo, abitando a Tarso, godono del vantaggio elargito a certi Ebrei della Cilicia durante la campagna di Cesare contro Farnace, nel 47 a.C. circa26;

– gli avi di Paolo, conseguono la cittadinanza a motivo di molti favori accordati ai cittadini di Tarso da Marco Antonio dopo la vittoria a Filippi del 42 a.C.;

– il padre, o il nonno, di Paolo, fabbricante di tende, si distingue per l’aiuto militare fornito all’esercito romano durante una campagna militare di Cesare, Antonio o Pompeo e ne consegue in ricompensa la cittadinanza;

– i genitori di Paolo sono condotti come prigionieri di guerra dalla città giudea di Giscala a Tarso; divenuti schiavi di un romano, sono poi liberati, assumendo automaticamente la cittadinanza;

– Paolo fece parte della famiglia reale degli Erodiani, all’antenato dei quali, Erode Antipatro, viene donata da Cesare la cittadinanza. Allusioni incerte a questa relazione familiare sarebbero riscontrabili in At 13,1; Rm 16,10-11. Questa ipotesi non ottiene ampio accordo tra gli storici, anche per l’indifferenza che appare nell’incontro tra Paolo e l’erodiano Marco Giulio Agrippa II in At 26.

Antonio Calisi

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Direttore Editoriale

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