L’attenzione per i poveri è nel Vangelo, non è un’invenzione del comunismo o del pauperismo

epa04457450 Pope Francis (C) greets the crow of faithful as he arrives to lead his Wednesday General Audience in Saint Peter's Square of the Vatican City, 22 October 2014.  EPA/ANDREAS GEBERTForse alcuni hanno confuso l’apporto umano che dimostra Papa Francesco nelle Sue azioni e nelle Sue parole, quale applicazione del pensiero marxista nel chiedere :  Santità Lei è comunista ? Decisamente la risposta è stata NO !

Le semplici esplicite parole di Papa Francesco sono poste in evidenza, anche, dalla risposta “L’attenzione per i poveri è nel Vangelo, non è un’invenzione del comunismo o del pauperismo”, chiarendo che ogni attribuzione a Lui rivolta, resta solo quanto è nella Chiesa Universale e nel Magistero della Chiesa Cattolica sulla povertà, sulla salvaguardia del creato, sulla giustizia sociale, che non sono adesione ad un pensiero politico, ma espressione della Fede Cristiana  !

Papa Francesco affronta questo delicato problema religioso e sociale con la stessa premura di un padre di famiglia, di un solerte papà, non come è nella “invenzione” attribuitagli, ma nella semplice esposizione ed attenzione che pone nelle origini del Vangelo, nella tradizione della Chiesa, nelle enunciazioni dei primi Padri della Chiesa nel II e III secolo, che non si possono definire di tipo marxista e non bisogna nei tempi “ideologizzarla” nella “scelta preferenziale per i poveri” : in  una parola non adoperarla per secondi fini, per scopi utilitaristici .

Quando la Chiesa si esprime nell’invito a vincere la globalizzazione dell’indifferenza, resta molto lontana da qualsiasi interesse o motivazione politica ideologica possessiva ed ossessiva, come avveniva nel passato storico dove erano solo pochi a godere dei “privilegi”, ma mossa dalle parole di Gesù che ognuno “ ci si prenda cura l’uno dell’altro”, cioè in una amorevole fraternità : “ Fare di più per i poveri”( Papa Francesco, Palo, Filippine  17.1.2015) .

Nella globalizzazione, fenomeno dello sviluppo delle relazioni sociali, questa “ ha aiutato molte persone a sollevarsi dalla povertà”, però inoltrata ad “una crescita della ricchezza mondiale”, condannando “ tante persone a morire di fame”, creando le nuove povertà in un sistema economico e sociale che pone al centro il denaro, “ sterco del diavolo” come lo ha definito Papa Francesco, trasformandolo in idolo, “provocando profondi squilibri”, nello scarto di ciò che non serve come i bambini nella cultura dell’aborto, i giovani senza lavoro che non “vedono” un sereno futuro, negli anziani che vengono abbandonati in una eutanasia mascherata . budget del ricoverato ( n/s Petizione n. 308 al Senato della Repubblica e n. 31 alla Camera dei Deputati del 18 marzo 2013 ).

Insomma Papa Francesco vuole con sagge parole esporre le evidenti povertà per guarire il mondo, per “ costruire una società ed una economia dove siano al centro l’uomo ed il suo bene e non il denaro” e dove “ l’etica nell’economia e nella politica” siano inseriti “ programmi, meccanismi e processi orientati ad una migliore distribuzione delle risorse, alla creazione del lavoro, alla promozione integrale di chi è escluso”.

In questi decisivi insegnamenti occorrono “uomini e donne con le braccia alzate verso Dio per pregarlo”, che si impegnino nei livelli sociali, politici, istituzionali “mettendo al centro il bene comune, perché i mercati e la speculazione non possono godere di una autonomia assoluta” .

“Non possiamo più aspettare”, mette in guardia il Pontefice, “per risolvere le cause strutturali della povertà, per guarire le nostre società da una malattia che può portare solo a nuove crisi “ e ricorda che il Vangelo “non condanna i ricchi, ma l’idolatria della ricchezza che rende insensibili al grido del povero” e “questo non è pauperismo”, cioè formato da quella composizione economico/sociale che determina miseria nelle popolazioni, “ma Santo Vangelo” .

“Il legame profondo tra la povertà ed il cammino evangelico” insegnatoci da San Francesco d’Assisi, è il vero “protocollo” sulla base del quale l’uomo sarà giudicato : esso significa “ avere cura del prossimo, di chi è povero, di chi soffre nel corpo e nello spirito, di chi è nel bisogno” .

Da questa motivata, precisa ed inconfondibile dissertazione, brevemente ed umilmente da noi evidenziata, per quanto richiestogli il Santo Padre chiarisce ogni “presunta attribuzione di pensiero politico a lui attribuita” e dilegua ogni possibile commento futuro .

Ci ricorda, Papa Francesco che il sacrifico della Croce è la fonte della Chiesa Cattolica, che abbraccia tutto l’universo verso la pace dei popoli, il vivere sereno dove tutti necessitiamo di solidarietà, di comprensione, di Fede Cristiana, ricordando a tutti, specie ai cattolici ( Qui habet aures audiendi, audiat !  Chi ha orecchi per intendere, intenda ! insomma non far orecchie da mercante !), perché “Aprire le porte della n/s vita, delle n/s Parrocchie, dei Movimenti delle Associazioni, significa uscire incontro agli altri per portare la luce della n/s Fede” ( 27 marzo 2013 Udienza Generale Piazza San Pietro).

Felice Previte

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Antonio Curci

Antonio Curci

Direttore Responsabile

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