Lama Balice diventa “Un parco da vivere” per 100 ragazzi con disturbi psichici

01-07-16 un parco da vivere_conf stampa 1

E’ stato presentato questa mattina, nella sala Giunta di Palazzo di Città, il progetto “Un parco da vivere”, rivolto a 100 ragazzi con problemi psichiatrici.  L’agricoltura sociale come pratica di inclusione e cura terapeutica. Questa è l’idea della cooperativa sociale Tracceverdi in collaborazione con la CIA – Confederazione Italiana Agricoltori pugliese. Il progetto è risultato vincitore dell’avviso pubblico della presidenza del Consiglio dei Ministri – dipartimento della Gioventù e del Servizio civile nazionale “Giovani per la valorizzazione dei beni pubblici”.

Le attività verranno svolte nel cuore del parco naturale di Lama Balice e saranno curate da giovani professionisti under 35 che si stanno occupando di rinnovare gli spazi esterni di Villa Framarino attraverso installazioni green, interventi architettonici biocompatibili e miglioramenti dell’accessibilità. Il progetto, già avviato qualche mese fa, prevede cinque “aule verdi” dove sperimentare un percorso multisensoriale nella natura facendo leva sulla bellezza dei luoghi circostanti: dal labirinto sensoriale all’orto sinergico, dalla stanza dei colori alla casa delle farfalle, tanti piccoli spazi dove olfatto, tatto, vista e udito potranno offrire un luogo di esperienza unico. Qui  100 persone con disabilità sperimenteranno per 18 mesi percorsi di verde curativo personalizzati e in gruppo. I ragazzi, seguiti dallo staff di psicologi ed educatori, saranno coinvolti nel fitto calendario di attività in linea con i principi ispiratori dell’agricoltura sociale.

01-07-16 un parco da vivere_conf stampaAd illustrare il progetto sono stati l’assessora al Welfare Francesca Bottalico, il presidente del parco di Lama Balice Maria Maugeri, il presidente della cooperativa sociale Tracceverdi Cecilia Posca e il presidente della CIA pugliese Raffaele Carrabba.

“Mi auguro che rispondano al più presto le strutture del welfare cittadino interpellate dalla ripartizione – ha dichiarato l’assessora al Welfare Francesca Bottalico – in modo da raggiungere quanto prima il numero complessivo degli utenti. È particolarmente importante far sì che gli spazi pubblici, come i parchi o le piazze, possano offrire occasioni di inclusione, in particolare quando si parla di agricoltura sociale. I ragazzi verranno accompagnati in un percorso di sviluppo sensoriale in grado di migliorare il rapporto con se stessi e con gli altri. Molti di loro, infatti, restano spesso nelle strutture socio-sanitarie o nelle loro abitazioni e sono poco abituati a vivere i luoghi della natura. Nel corso dei 18 mesi, inoltre, il progetto realizzerà un piano di recupero funzionale del parco e contemporaneamente sperimenterà nuovi strumenti di accompagnamento educativo e socio-lavorativo, che auspichiamo possano diventare strutturali nel sistema dell’offerta del welfare cittadino”.

Un parco da vivere è un progetto ambizioso che punta tutto sull’interdisciplinarietà delle esperienze e delle materie in campo: rigenerazione urbana, agricoltura, educazione e agricivismo e, infine, un mix di dottrina psicologica e interventi di terapia del verde grazie a un’equipe dedicata alle attività da realizzare con l’utenza.

Nell’occasione è stata siglata l’intesa tra il Parco naturale regionale di Lama Balice e il dipartimento di Biologia dell’Università “Aldo Moro” di Bari, finalizzata al censimento e al successivo contenimento della popolazione dei cinghiali all’interno dell’area protetta. Negli ultimi mesi, infatti, la presenza di questi animali è cresciuta sensibilmente, determinando disagi e problemi di sicurezza, in particolare ai residenti dei quartieri San Paolo e San Girolamo, confinanti con il parco, a causa della libera circolazione dei cinghiali al di fuori dei confini del territorio.

 

Maria Raspatelli

 

© Riproduzione Riservata
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: