La Visitazione di Maria ad Elisabetta, l’incanto di Federico Barocci alla Chiesa Nuova

Barocci - VisitazioneQuasi non riesce a crederci neanche lei, Maria figlia di Anna e Gioacchino. L’Angelo mandato dal Signore è venuto da lei e le ha annunciato un figlio, il figlio di Dio. E sempre a lei turbata poiché non capiva come potesse accadere, non conoscendo uomo, ha rivelato che anche sua cugina Elisabetta è in dolce attesa nonostante l’età matura e la creduta sterilità. Nulla è impossibile a Dio, le ha detto. Quindi si è messa in viaggio per la Giudea, andrà proprio da Elisabetta alla quale offrirà il suo aiuto, almeno fino al momento della nascita del bambino, suo nipote. Maria con tutti questi pensieri nella mente ha finalmente raggiunto la casa della cugina, che ora la accoglie in una calorosa stretta nel portico della sua casa. In questa tela l’artista propone magistralmente quella stessa atmosfera domestica e traduce, non in aulica magnificenza ma in un tono facile e comprensibile, quella felice occasione che è familiare per le due donne e lo diventa anche per noi spettatori. Alla fastosa retorica si sostituisce un linguaggio semplice e diretto, che sfiora l’animo del fedele accarezzandolo e commovendolo, guidandolo infine al sentimento più puramente devoto. Con questa tela (e la Presentazione della Vergine nella stessa chiesa) dipinta tra 1583 e il 1586 in «maniera sì bella, sfumata, dolce e vaga» Federico Barocci detto il Fiori (1535 circa – 1612), pittore nativo di Urbino, è attivo a Roma per gli Oratoriani della Chiesa di Santa Maria in Vallicella. San Filippo Neri (1515-1595), che aveva fondato qui la congregazione dell’Oratorio (Oratoriani od appunto Filippini) ed amava pregare di fronte a quest’opera molto lodata, proprio guardando La Visitazione cadeva in estasi. Federico Barocci aveva studiato diligentemente la sua creazione, questa come pure le altre: dalla prospettiva e dal brano architettonico che sotto ad un arco sfonda su un paesaggio suggestivo, alla modulazione morbida e cangiante dei colori e dei rapporti chiaroscurali, quindi alle fisionomie gaie e ai gesti naturali e spontanei. Tutto è intriso di una grazia e di una brillantezza tali che, secondo le parole di Nicholas Penny (Direttore della National Gallery) pronunciate in occasione della recente mostra monografica sull’artista marchigiano (Londra 2013), “Barocci non è mai stato superato per le armonie di colori originali e ricercate, per la dolcezza del sentimento, per le composizioni irresistibili e vertiginose. Ha reso il sacro allo stesso tempo divinamente bello e irresistibilmente umano”.
La Visitazione, festività liturgica istituita nel 1263 per merito dell’Ordine francescano, in origine era stata indetta per il 2 luglio (ipotetico termine della visita di Maria alla cugina), e sopravvive oggi in questa forma straordinaria in alcuni luoghi tra cui Enna (di cui è patrona), a Siena (il Palio del 2 luglio si corre in onore suo e della Madonna di Provenzano) ed a Matera (in concomitanza alla festa patronale della Madonna della Bruna). Si celebra ordinariamente il 31 Maggio, a coronamento del mese mariano.

 

Claudia Pruner

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