La Traviata al Galleria di Bari

 «Ah della traviata sorridi al desìo
a lei deh perdona, tu accoglila, o Dio»
Violetta, atto III scena IV

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La Traviata
è il capolavoro operistico in tre atti di Giuseppe Verdi, definita su libretto di  Francesco Maria Piave e basata su La signora delle camelie di Alexandre Dumas (figlio). Considerata parte della cosiddetta “trilogia popolare” di Verdi, assieme a Il trovatore e a Rigoletto, quest’opera immortale ha conosciuto una fama senza precedenti e una diffusione mondiale.
L’opera è approdato nelle sale cinematografiche di tutta Italia con un unico speciale appuntamento martedì 14 marzo 2017. Distribuita da QMI/Stardust, è stata trasmessa al Galleria di Bari alle ore 20.00 in diretta via satellite dal Metropolitan Theatre di New York

La stagione lirica 2016/2017 del Metropolitan si inserisce, insieme a quella di danza del Teatro Bolshoi di Mosca, nell’ambito di Stardust Classic. Si tratta di sette opere e sette balletti, tra classici intramontabili e nuove grandiose produzioni che, direttamente dai palcoscenici più prestigiosi del mondo, arrivano al cinema. Tra i prossimi appuntamenti lirici-teatrali-cinematografici emergono, nella versione tradizione, Idomeneo, l’adattamento firmato da Tchaikovsky di Onegin e il nuovo allestimento del capolavoro romantico di Strauss Der Rosenkavalier .

La Traviata, tuttavia, batte qualsiasi record, almeno per il numero di volte in cui è stata rappresentata: secondo i dati pubblicati da Operabase nel 2013 nelle ultime cinque stagioni ha toccato ben 629 recite.
Quest’opera debuttò al Teatro La Fenice di Venezia il 6 marzo 1853, ma l’esito fu nefasto e deludente forse anche a causa di interpreti carenti. Le aspettative di Verdi, che tanto aveva creduto nel suo capolavoro, si scontarono con una critica tagliente, che considerava la trama scabrosa, derisoria e, in un certo senso, delirante. In una lettera Verdi, deluso e amareggiato dalla prima, scrisse : «se fossi un Maestro preferirei Rigoletto, se fossi un dilettante amerei soprattutto La Traviata».
Rimessa in scena in una versione rielaborata e con interpreti più validi nel 1854 sempre a Venezia al Teatro San Benedetto, raggiunse il primo e meritato successo, anche se in diversi teatri la storia venne ugualmente rivista dalla censura.

Negli anni La Traviata ha trovato la sua strada, il giusto pubblico e il piacere dell’ascolto e le musiche di Giuseppe Verdi ne hanno consacrato la bellezza. Le note del maestro incorniciano con eleganza “d’altri tempi” l’intera vicenda, e le arie celeberrime, come Parigi, o cara e Libiamo ne’ lieti calici , restituiscono allo spettatore la gioia della festa e la malinconia dell’amore incompiuto.
Un amore immortale che lega con indissolubile forza  l’eroina Violetta, splendida cortigiana affetta dalla tisi, e l’amante Alfredo. Loro sono annoverati, insieme ad altri intramontabili protagonisti come Giulietta e Romeo di Shakespeare e Rossella O’Hara e Rhett Butler di Via col vento,  tra le coppie più appassionanti della cultura mondiale.

Questa volta, in diretta dallo storico palcoscenico americano, hanno dato voce e volto ai personaggi principali il soprano bulgaro Sonya Yoncheva (Violetta) e il tenore Michael Fabiano (Alfredo). Sul podio sono emersi anche il baritono Thomas Hampson nei panni del padre Germont e il direttore dell’Opera di San Francisco Nicola Luisotti.
Fa da sfondo alle peripezie dei protagonisti sempre una brulicante Parigi, background ottocentesco in cui si dipana il destino di questa altezzosa donna di mondo, costretta a  combattere non solo con il suo ingombrante passato ma anche con la malattia.  La relazione con l’amante Alfredo risulterà sempre più complessa e altalenante, fino all’inevitabile e drammatico epilogo.

Francesca Rotondo

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