“La salita di Giovanna” di Enza Corrente Sutera

Layout 1LA SALITA DI GIOVANNA

di Enza Corrente Sutera

Ed. Meccanica delle Idee snc, Brescia, dicembre 2015

confezione cartacea in brossura, pag 136, euro 10

È una intensa storia d’amore che impronta le quotidiane vicende di una famiglia italiana cattolica quella narrata in La salita di Giovanna, romanzo che è insieme la storia di una famiglia, di una donna – Giovanna, la protagonista –, ma anche la storia della nostra società italiana, dagli anni Sessanta alla caduta del muro di Berlino.

Contestazioni, marxismo, terrorismo, referendum, nuove mobilità sociali e poi, via via, problematiche sempre più nuove come femminismo, “vu’ cumprà”, mafia, affido, aborto, scelta single, si intrecciano con la storia personale della protagonista, giovane insegnante del Sud sempre più avviata in una strada in salita verso la maturità, la crescita affettiva, la realizzazione attraverso una intensa vita di coppia di un impegno personale e sociale vissuto sempre intensamente.

Storia di una giovane donna e poi storia di una famiglia aperta alla vita, all’accoglienza, all’impegno sociale; una famiglia “normale” che si confronta col dolore e coi grandi temi che si dibattono nella società più ampia, con l’educazione della figlia adolescente e con la condizione anziana dei genitori. Nella quotidianità di questi problemi si sviluppa la storia dei protagonisti del romanzo, dalla giocosità dell’amore giovanile, con riflessioni profonde e delicate sui comportamenti sessuali entro una coerenza d’impegno cristiano, alla tragedia del dolore e della morte, all’impegno di una vita matrimoniale serena, pur nella sofferta perdita di un figlio e nelle conflittualità del salto generazionale e culturale; ma le conquiste delle tappe in salita della vita sono lente, fatte passo dopo passo, ecco perché la storia in tutta la prima parte, quella che narra gli anni dal 1970 al ‘74 ( e, a ritroso, fin dal 1962) si avvia lentamente, quasi come un romanzo rosa, attraverso la scoperta sempre meno ingenua di nuovi orizzonti e realtà.

Il romanzo è caratterizzato da una lettura veloce, come una cronaca di giornale (l’autrice è giornalista pubblicista e psicologa) ed è sicuramente coraggioso nell’accentuazione della positività della coppia, della famiglia e dell’impegno sociale, nella riflessione sull’istituzione dell’affido, nel modo costruttivo di affrontare le tematiche dell’impatto con le immigrazioni extracomunitarie, nel fronteggiare la tematica della non risolta identità/integrazione col Nord, nella proposta di testimonianza di valori messi in discussione dalla laicità della cultura dominante, nel maturare di un percorso educativo tanto coinvolgente da essere visto come una nuova crescita a fianco alla figlia.

Traspare un certo sapore autobiografico – se non nei singoli avvenimenti, nel senso complessivo della storia – e, sia per il contenuto che per lo stile espressivo e il linguaggio, il romanzo può essere adatto sia da un pubblico adulto che giovanile.

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