La Mafia aggredisce il futuro del Paese e si ciba della disperazione dei giovani

La Scuola può e deve fare molto, perché da essa passano tutti i giovani. Minare nelle fondamenta il sistema scolastico italiano significa indebolire l’azione educativa che la Scuola esplica ogni giorno con armi non convenzionali.

viadamelioLa Mafia aggredisce il futuro, “insinuandosi lungo la dorsale dei percorsi economici e finanziari del Paese” e alimentandosi del “disagio e della disperazione dei giovani”.

Questo è in sostanza il messaggio che il vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini ha lanciato ieri, intervenendo a Palermo durante le commemorazioni per l’assassinio del giudice Paolo Borsellino.

La forza della Mafia sta nel riuscire a dare quelle risposte che lo Stato non è in grado di assicurare ai cittadini, anche quando quei cittadini le chiedono con forza e convinzione.

“Le mafie di oggi, – ha dichiarato Legnini – dopo gli straordinari successi dello Stato nell’azione di contrasto alimentate da un lavoro eccezionale ed intelligente della magistratura e delle forze dell’ordine, hanno cambiato pelle ma non per questo sono meno pericolose. Dalla tragica scomparsa di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino molti elementi sono mutati nella morfologia delle organizzazioni criminali. Il fenomeno mafioso, e voi qui a Palermo con il vostro prezioso e rischioso lavoro quotidiano lo sapete bene, declina ormai al plurale, agisce insinuandosi lungo la dorsale dei percorsi economici e finanziari, utilizza sempre di più gli spazi offerti dall’evoluzione delle dinamiche economiche, sociali, tecnologiche, ed attinge, qui come a Napoli ed in altre aree del Paese, al disagio ed a volte alla disperazione dei giovani”.

Dov’è l’attenzione dello Stato per i giovani, per i senza lavoro, per le famiglie che non arrivano alla fine del mese? Quale testimonianza offrono alla società civile quegli uomini dello Stato che si cibano, nel vero senso della parola, di malaffare, corruzione e privilegi ingiustificati?

Secondo il vicepresidente Legnini, la Mafia non sopprime più vite umane, magistrati e servitori dello Stato. La Mafia si è “evoluta verso attività di aggressione al tessuto connettivo del Paese, alla sua capacità di crescita e sviluppo, alla sua cultura, alle sue risorse finanziarie drenate da molteplici e vaste incursioni mafiose e criminali, proiettandosi nei mercati globalizzati, alla ricerca di nuove aree dove insinuarsi e mimetizzarsi”.

Ma chi rappresenta il vero futuro dello Stato?

Sono i giovani, quelli che vengono contesi dalla società civile e dalla malavita più o meno organizzata. I ragazzi sono la vera materia prima per costruire un sistema che può essere civile se orientato allo sviluppo e al progresso, ma può diventare mafioso, qualora essi finissero nelle maglie delle organizzazioni criminogene.

La Scuola in questo senso può e deve fare molto, perché da essa passa l’intera nuova generazione italiana. Minare nelle fondamenta il sistema scolastico italiano significa indebolire l’azione educativa che la Scuola esplica con armi non convenzionali: libri, cultura, didattica, educazione.Armi orientate alla formazione, nel giovane, di una coscienza critica capace di discernere ciò che è bene da ciò che è male. Ma questo può avvenire solo in un sistema scolastico in cui il docente è libero da ogni condizionamento e il suo libero insegnamento concorre con quello degli altri colleghi alla costruzione di un’offerta formativa armoniosa e pluralistica.

Fra società civile e malavita si gioca a chi arriva prima. Paolo Borsellino, come Giovanni Falcone, aveva capito tutto questo e probabilmente aveva anche la certezza che intere fette di Stato erano ormai compromesse perché colluse con la Mafia attraverso accordi e trattative.

Che gli italiani non dimentichino mai il sacrificio di Paolo Borsellino eGiovanni Falcone e di tutti quei servitori dello Stato che hanno lottato e lottano ogni giorno per sconfiggere quella mentalità mafiosa che si incardina in certe idee e condiziona negativamente le relazioni fra gli uomini e il futuro del Paese.

Antonio Curci

 

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Direttore Responsabile

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