La “leonessa della tastiera” al Petruzzelli di Bari

«Martha è unica e irripetibile. E’ un’artista intelligente, poliedrica, senza preconcetti e che crede, come me, allo spirito che si crea nel far musica insieme»

Riccardo Chailly, direttore musicale e d’orchestra  del Teatro alla Scala di Milano

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Sei titoli d’opera, due balletti superlativi, diciassette concerti di grande rilievo, le Conversazioni all’Opera con i migliori musicologi italiani, visite guidate ogni fine settimana per tutto l’anno. Per non parlare della stagione operistica avviata a partire dal 27 gennaio a cui si affianca quella sinfonica, di modo che la noia venga spazzata via dalla versatilità delle proposte artistiche.
Un teatro, il Petruzzelli, che alzerà notevolmente l’asticella della qualità e dell’offerta artistica nel corso dell’anno 2017, dando vita alla «prima stagione di respiro europeo ed internazionale alla stregua dei più grandi teatri al mondo», per dirla con le parole del sovrintendente Maurizio Biscardi. Il sindaco Antonio Decaro e il presidente della Regione Michele Emiliano hanno confermato il loro pieno sostegno alla “causa artistica” dell’Ente Lirico barese

In particolare la stagione concertistica, in cui il pianoforte fa da padrone, vanta titoli di notevole richiamo e due nomi su tutti: Martha Argerich e Krystian Zimerman, i più celebri e osannati pianisti viventi. Nello specifico il terzo appuntamento della stagione ha reso omaggio al primo dei nomi citati con un sold out immediato. La pianista di fama internazionale Martha Argerich si è esibita in concerto al Teatro Petruzzelli il giorno 2 febbraio 2017 alle 20.30, accompagnata dell’Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo e dal suo direttore artistico Yuri Temirkanov. Il concerto ha proposto un programma dedicato a Estratti dal balletto “Spartacus” di Aram Chačaturjan, Concerto n. 3 in do maggiore per pianoforte e orchestra op. 26 di Sergej Prokof’ev e Sinfonia n. 5 in re minore op. 47 di Dmitri Šostakovič.

Questo mito vivente del pianismo mondiale, famosa al pari di una rockstar,  all’età di settantasei anni è ancora in grado di stupire il pubblico per il suo incredibile talento. Lei, leonessa della tastiera nata in Argentina ma naturalizzata svizzera e donna dalla vita frenetica e dalle relazioni complicate, è arrivata in Europa nel 1955 e si è perfezionata a Londra, Vienna e in Svizzera. La sua carriera è una successione di trionfi: primo fra tutti quello conseguito nel 1965 quando il suo pianismo si è abbattuto su Varsavia. All’età di ventiquattro anni lei, donna e per giunta argentina, vinse il Concorso Chopin battendo i polacchi stessi. Un esito strabiliante.
Regolarmente invitata dai più prestigiosi festival e dalle migliori orchestre d’Europa, America e Giappone, Martha Argerich non è solo una solista ma anche una musicista da camera: ha suonato e inciso con pianisti quali Nelson Freire, Alexandre Rabinovitch, con il violoncellista Mischa Maisky ed il violinista Gidon Kremer.

Nessuno ha mai potuto resistere alle sue interpretazioni connotate da un piglio leggero e fascinoso, uno stile esecutivo rapsodico e una sincera passione romantica. Nemmeno il pubblico pugliese. Il tocco repentino, l’infinita tavolozza timbrica, la zingaresca istintività non conoscono metri di paragone. Possiede una scintilla divina nelle mani e tutti, esperti e meno esperti, intuiscono di stare al cospetto di una pianista nata per stupire ed entusiasmare con uno stile selvaggio, quasi primordiale.
I presenti in sala, il giorno 3 febbraio, hanno potuto assistere all’esecuzione di una musicista completa, non semplicemente un’atleta della tastiera che punta alla perfezione tecnica:  Martha è un condensato di magnetismo e genialità, le cui doti comunicative ed interpretative vanno oltre l’immaginario. Il senso poetico in lei raggiunge vette quasi mai toccate, perché ogni esecuzione è una scoperta sempre nuova, una prima assoluta. Anche le note ribattute sono inumane per uguaglianza, velocità e tenuta ritmica. Un’artista di tale spessore non può che porsi limiti da superare con vigore, gioia e piglio eroico. Lo stesso eroismo che le ha permesso di affrontare la malattia: un melanoma maligno vinto con l’intervento chirurgico.

Martha Argerich,  in prima assoluta al Petruzzelli di Bari, è entrata ancora una volta in scena per dire a tutto il mondo che è nata per suonare questo meraviglioso strumento. E il pubblico, come il mondo musicale, ha ampiamente riconosciuto e venerato il suo talento.

Francesca Rotondo

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