La didattica ai tempi del Covid-19

Quasi giunti al termine dell’anno scolastico e universitario, si può constatare che l’intero secondo semestre è stato caratterizzato da una didattica differente, a causa della fase di quarantena forzata dovuta alla diffusione della pandemia del Coronavirus ancora in corso, che ha costretto alla chiusura di scuole e università. Dinanzi all’impossibilità di svolgere le lezioni in presenza, sono state elaborale e sono ancora in corso e quasi al termine lezioni online su varie piattaforme. Questa nuova modalità di insegnamento ha fatto emergere aspetti sia positivi sia negativi. Sicuramente uno dei primi aspetti positivi da non sottovalutare è stata la possibilità di continuare la didattica anche in questa situazione di emergenza, non bloccando l’intero anno scolastico con esami annessi.

Da parte dei docenti si è avvertita una maggiore possibilità di condivisione dei materiali, con l’incremento di metodologie e strumenti informatici, che non sempre sono possibili in una didattica in presenza, in particolare quando la scuola né è priva o non ne è permesso l’utilizzo per tutti gli alunni.

Un altro degli aspetti positivi di questo tipo di didattica, avvertito soprattutto da parte degli alunni, è l’assenza di spostamento da casa all’università, soprattutto per i pendolari, che ha garantito una maggiore presenza e puntualità alle lezioni, oltre che un maggiore confort. Anche se alcuni alunni hanno constatato una maggiore perdita di concentrazione nelle lezioni online, forse motivata dall’impossibilità di cambiare ambiente e di essere costretti a guardare solo uno schermo, senza poter dialogare dal vivo con compagni e docente. 

Uno degli aspetti negativi della didattica a distanza è che non agevole condurre una discussione guidata da parte del docente in una condivisione di idee tra gli allievi, che risulta di fondamentale importanza in un’azione didattica. Inoltre, una carenza incolmabile è quella delle attività laboratoriali o dei tirocini universitari. In particolare, per i conservatori è stato impossibile iniziare alcuni corsi in cui si prevede di suonare in gruppo, come musica da camera o l’orchestra, e anche le lezioni strumentali singole perdono di qualità poiché l’intensità del suono è alterata in via telematica.

Per quanto riguarda il reperimento dei materiali didattici e l’organizzazione delle lezioni, i docenti si sono resi molto disponibili, ricorrendo a qualunque mezzo pur di raggiungere gli alunni e continuare la loro azione educativa anche a distanza. Hanno apportato dei cambiamenti al loro piano educativo redatto all’inizio dell’anno scolastico, soprattutto per ciò che riguarda le competenze richieste agli allievi e si sono prontamente aggiornati o hanno messo in pratica tutte quelle metodologie richieste dalla nuova didattica.

Generalmente il rapporto tra docente e discente ha subito un incremento, forse dettato dal minore imbarazzo avvertito dietro lo schermo; inoltre anche le famiglie degli allievi hanno avuto maggiore possibilità di seguire i figli durante lo studio. Ma non sempre ciò si è verificato, in alcuni casi si è avuto un allontanamento degli alunni, dovuto probabilmente a problematiche familiari, a mezzi informatici carenti o inesistenti, e molto spesso, anche se non sempre, è accaduto che i ragazzi che manifestavano difficoltà nella didattica in presenza, sono risultati essere gli stessi che si sono allontanati o addirittura, in alcuni casi, resi del tutto irreperibili in questo particolare periodo.

In merito all’estenuante dibattito sulla valutazione che ha previsto dapprima la promozione per tutti e poi la possibilità di inserire insufficienze e bocciature, sarebbe più opportuno che essa si basasse fondamentalmente sulle competenze acquisite dall’allievo, espresse mediante un giudizio finale sul lavoro svolto e non con un voto in decimi. Nel caso in cui l’allievo non sia riuscito a raggiungere un giudizio positivo, dovrebbero essere espresse le motivazioni che hanno determinato tale carenza e ciò in tutti gli ordini di scuola, compreso il passaggio da un ciclo a quello successivo.

Per quanto concerne gli esami universitari non vi è un’uniformità nell’organizzazione di essi e ogni dipartimento prevede il suo regolamento: alcuni di essi prevedono un controllo serrato durante l’interrogazione tramite alcuni espedienti come l’uso di doppia fotocamera e la perlustrazione della camera, mentre in altri casi vi è totale assenza di controllo. Uno dei vantaggi più importanti è quello di rendere possibili quasi tutti gli esami, trasformando anche gli scritti in orali, anche se alle volte, soprattutto per le materie scientifiche, sarebbe più opportuno uno scritto. Uno svantaggio degli esami online, però, è l’impossibilità del contatto dal vivo con il docente che spesso garantisce un confronto più diretto.

Sebbene la didattica online ha suscitato e susciterà ancora dibattiti finché non si tornerà nelle aule, rimane un mezzo che, seppure precario e ancora ai primi albori, bisognoso di rimaneggiamenti e adattamenti, è riuscito, in una situazione di emergenza, in maniera più o meno efficace, ad arginare un irrecuperabile vuoto di istruzione.

Martina Ragone

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