La Chiesa e gli strumenti del Credito a contrasto dell’Usura e per ridare la Speranza

 

MUNICH, GERMANY - MAY 09:  Businessman with 500 Euro banknotes. on May 09, 2010 in Munich, Germany. (Photo by EyesWideOpen/Getty Images)

Un cammino che prende il via nel 1991 a Napoli con Padre Massimo Rastrelli e la Compagnia di Gesù che si rafforza e si diffonde con la Consulta Nazionale Antiusura nata  a Bari il 16 Maggio 1995, grazie alla proposta di Mons. Alberto D’Urso, Presidente e fondatore  della  Fondazione Antiusura San Nicola e Santi Medici di Bari, di convogliare nell’organismo nazionale della Consulta  le cinque Fondazioni antiusura allora esistenti in Italia, la Fondazione S. Giuseppe Moscati,  la Fondazione Salus Populi di Roma, la  Fondazione Mons. Cavalla di Matera e la Fondazione S. Matteo di Torino.  Oggi sono diventate 28 le Fondazioni  sul territorio nazionale con centinaia di Centri di Ascolto.

È l’excursus  storico con cui Mons. Alberto D’Urso, Segretario Nazionale  della Consulta Antiusura,  ha aperto il suo intervento partecipando nei giorni scorsi a Cagliari al  convegno su “La Chiesa e gli strumenti del Credito a contrasto dell’Usura e per ridare la Speranza”, organizzato dalla Fondazione Antiusura Sant’Ignazio da Laconi, dalla Caritas diocesana, in collaborazione con  il  CSV Sardegna Solidale.

“Un lungo cammino in cui tutto c’era da inventare, – ha aggiunto Mons. D’urto –  illuminato anche dalle  parole di San Giovanni Paolo II nella Novo Millennio e le inequivocabili parole del Vangelo “nella persona dei poveri c’è una presenza speciale di Cristo, che impone alla Chiesa un’opzione preferenziale per loro”. L’impegno di un crescente numero di pionieri ha poi convinto la Conferenza Episcopale Italiana a riconoscere, il 3 Ottobre del 1997, la Consulta Nazionale Antiusura tra gli Organismi socio-assistenziali della CEI e poi ad approvare il Progetto della Consulta a servizio di chi “non ha voce” per assicurare le necessarie provvidenze per le attività istituzionali e per far nascere in ogni Regione d’Italia una Fondazione antiusura di ispirazione ecclesiale. Il resto è storia!”

L’usura è un fenomeno che presenta ricadute sociali, come ha ricordato l’arcivescovo Mons. Arrigo Miglio, in apertura di lavori, che è davvero una questione di bene comune, perché riguarda tutti, l’intera società; e ancora, l’aspetto educativo dell’impegno per evitare le ricadute sociali di questo fenomeno, a iniziare da quello con i giovani e con il mondo della scuola.

Dopo i saluti delle autorità, di Luigi Bettoni, Direttore Banca d’Italia Cagliari, di Paola Piras, Comm. Camera di Commercio di Cagliari, al centro della mattinata moderata dal direttore della Caritas di Cagliari don Marco Lai, l’impegno della Caritas diocesana, portato avanti dalla Fondazione Anti-usura Sant’Ignazio da Laconi, che dal 2004 al 2015 ha erogato circa 5 milioni  di euro per interventi di contrasto al sovra-indebitamento e rischio dell’usura, grazie alla collaborazione con tre banche convenzionate con la stessa Caritas: Intesa San Paolo, Banca di credito cooperativo di Cagliari e Banco di Sardegna. “Attualmente si stanno formalizzando le procedure burocratiche per l’ampliamento della competenza della Fondazione da provinciale a regionale”, spiega Bruno Loviselli, vicepresidente della Fondazione.

Mons. Alberto D’Urso, vicepresidente della Consulta nazionale Antiusura, ha anche dato un quadro  delle pratiche delle fondazioni antiusura associate: dall’inizio dell’attività della Consulta (1995) al dicembre 2015 le pratiche finanziate con fondi statali ammontano a 362.953.962 euro, nel solo 2015 a oltre 18.890 euro. Finora sono 28 le fondazioni che hanno riconoscimento giuridico regionale (a cui si aggiungono le centinaia di centri d’ascolto delle stesse fondazioni) – spiega Mons. D’Urso – e Cagliari sarà la ventinovesima”. A riconoscimento dell’impegno della diocesi cagliaritana, proprio grazie alla Fondazione della Caritas, il vicepresidente ha consegnato una targa all’Arcivescovo Mons. Miglio. Nel 2016, come ricordato da Mons. D’Urso, la cifra spesa dalle vittime delle ludopatie ammonta a 80 miliardi di euro, e le concessionarie sono le prime beneficiarie dell’incasso. Quattro i punti cardine dell’azione della Consulta: cultura preventiva, ascolto, educazione alla legalità, tutoraggio e accompagnamento per evitare eventuali ricadute. “Grazie a quest’azione – spiega il vicepresidente – finalmente questo fenomeno inizia ad essere conosciuto”; 15 le leggi sollecitate dalla Consulta, tra cui quella 108 del 1996 (nuove norme contro l’usura), quella del febbraio ‘99; e poi, nel 2014, la nascita del Cartello “Insieme contro l’azzardo”.

Tra gli strumenti promossi dalla Chiesa anche il Prestito della Speranza (che ha due forme, il credito sociale e il credito all’impresa), iniziativa attivata a livello nazionale grazie a un fondo di garanzia da parte della CEI: ad oggi,  nella Diocesi di Cagliari (prima in Italia per numero di pratiche esaminate ed erogate nell’ambito del prestito 3.0), circa due milioni di euro sono stati concessi a persone prive di garanzie, come ricordato da Filippo Maselli, responsabile dello Sportello diocesano del Prestito-, con un tasso di positività del 55,1% (se rapportato alle pratiche effettivamente valutate, cioè 488). Dalla prima alla seconda edizione del Prestito il numero delle domande ammesse è cresciuto dal 47, 3% al 65,1%. La concessione del prestito vede una prima fase di valutazione da parte dello Sportello Caritas, poi una pre-valutazione da parte di Vobis e una valutazione definitiva da parte della banca. “Un elemento critico è quello dei tempi di valutazione – spiega Maselli – : al momento ci sono 70 pratiche in valutazione da parte dell’area bancaria, di cui 19 relative a microimprese e 51 a famiglie: sarebbe invece auspicabile accelerare i sistemi di valutazione”.  Tra gli altri interventi quelli di don Andrea La Regina (Caritas Italiana), di Federico Palomba, di Cristina De Luca, di Maurizio Fiasco.

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Antonio Curci

Antonio Curci

Direttore Responsabile

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