Japigia dei fuochi. L’avvelenamento notturno continua

Non si è mai fermato il fenomeno dei roghi al quartiere Japigia di Bari, soprattutto nelle ore serali e notturne. Per la verità è un problema, questo, che coinvolge diversi quartieri del capoluogo. A parte qualche balordo sorpreso in flagrante, l’abitudine a bruciare cose nelle campagne dell’immediata periferia di Bari, non è mai stata abbandonata, complice, forse, la quasi certezza di non essere individuati e quindi di farla franca.

Sono anni che i cittadini lamentano questo problema per il quale si sono sprecati decine di articoli di giornale, servizi televisivi, parole di assessori e di sindaco, consigli comunali monotematici e finanche un’interrogazione parlamentare. Con le forze dell’ordine che brancolano nel buio, purtroppo, ad oggi, la soluzione dell’enigma appare, se non impossibile, quanto mai lontana dall’essere individuata.

Per l’ennesima notte, il quartiere è stato ammorbato dalla puzza di cose bruciate e i residenti hanno (e continuano a farlo) respirato fumi che bene non fanno. Non ci si può alzare al mattino con la gola che brucia, con il naso infiammato e un fortissimo mal di testa, solo perché qualcuno di notte appicca fuochi.

I cittadini sono stanchi e rassegnati perché sembra che tutti siano impotenti di fronte a questa emergenza. Abbassare la guardia significherebbe spalancare definitivamente autostrade di illegalità con forti ripercussioni sui residenti in termini di disagi e salute.

Antonio Curci

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Antonio Curci

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Direttore Responsabile

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