“Io ho la Sclerosi Multipla, ma la Sclerosi Multipla non avrà mai me!”

imageGiovedì 21 maggio 2015 su Italia Uno andava in onda un nuovo programma, Shark Tank, in cui un gruppo di imprenditori sottopongono i lori potenziali progetti a cinque importanti investitori, confidando nelle proprie motivazioni e capacità per ottenere il capitale necessario a far partire il progetto.

Tra i vari partecipanti, si è presentata anche Menia Cutrupi, una mamma calabrese, ingegnere e con una storia molto particolare: nell’esporre il suo progetto di una piattaforma commerciale online per le mamme, che si propone di “donare benessere, eliminando un po’ di stress a chi sempre si occupa degli altri”, una delle potenziali investitrici le chiede come mai avesse deciso di abbandonare la sua carriera da ingegnere per intraprendere questo progetto.

“Ho capito che stavo facendo una cosa che non mi rendeva felice e l’ho capito in un momento triste, quando ero a letto e sono stata male. Purtroppo da 8 anni sono affetta da Sclerosi Multipla ma pensando a questo nuovo obbiettivo, ho deciso di cambiare e mettermi in gioco” – commenta la concorrente. “Sono convinta che questo mi abbia dato uno stimolo più forte di qualsiasi cosa, qualsiasi cura, qualsiasi medicina. Ho avuto diversi ostacoli nella mia vita: ho iniziato con la neurite ottica retrobulbare, studiavo Ingegneria a Pisa, non ci vedevo più, registravo le lezioni audio e le ripetevo per dare gli esami, però, mio figlio batteva le mani alla mia laurea. Poi dopo la nascita della seconda bimba ho avuto una ricaduta pesantissima e ho usato le stampelle, infatti adesso metto sempre i tacchi, perchè ogni volta che uso i tacchi do un calcio nel sedere alle stampelle. Io dico sempre che, non perchè ho una malattia, non posso realizzare i miei sogni. Ho la Sclerosi Multipla, ma la Sclerosi Multipla non avrà mai me, nè i miei sogni” – racconta Menia, senza abbandonare mai il suo sorriso.

“Così, come quando mi dicevano che sarebbe stato rischioso avere la mia seconda bimba o quando mi dicevano che avevo le stampelle e che sarei rimasta in quella condizione, io pensavo che ce l’avrei fatta e lo faccio per i miei figli, perchè sono nati in Calabria e vorrei realizzassero i loro sogni in Calabria”. Così Menia racconta la sua storia, o meglio, il suo grido alla vita, alla speranza, nonostante la malattia cerchi, ancora oggi,di strapparle le ali. Un grande esempio quello di Mamma Menia, non solo per i suoi figli, ma anche per tutti coloro che applaudono, commossi, dinanzi alla sua vita, un po’ più tortuosa delle altre : l’esempio di una donna che ha scelto di non rassegnarsi, di non dichiararsi sconfitta di fronte ad un mostro che, talvolta,cerca di sopprimerla, ma che ha scelto di combattere con il suo sorriso, con il suo entusiasmo e il suo coraggio,raggiungendo la sua reale vittoria: essere comunque felice.

“E’ con gli esempi che si cambia il mondo, non con le lagne. Ci sono troppe lagne e troppi pochi esempi.” Questo è il messaggio che Menia sceglie di consegnare al suo uditorio, tra cui magari qualche altra vittima della malattia, non aspettava altro che una mano per dare alche lei uno schiaffo morale alla malattia, o alla propria disperazione.

Francesca Morga

© Riproduzione Riservata
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: