Indovinami, indovino tu che leggi nel destino: l’anno nuovo come sarà?, brutto o metà e metà?

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“Indovinami, indovino tu che leggi nel destino: l’anno nuovo come sarà?, brutto o metà e metà?” Questo scriveva Gianni Rodari. Purtroppo si sa che il mago di turno trova poche certezze nei suoi libri magici e ancor meno risposte perché “per il resto, anche quest’anno sarà come gli uomini lo faranno”.

E proprio perché il futuro e la buona sorte li costruiscono gli uomini, bisogna ripartire da dove lasciamo questo malandato 2015.

Il 2015 è stato l’anno del fenomeno migratorio che ha assunto proporzioni da esodo biblico. L’Europa è stata letteralmente presa d’assalto da oltre un milione di migranti (circa 800.000 persone in più rispetto al 2014), mentre in Italia sono arrivate circa 152mila persone, 20mila in meno rispetto allo scorso anno. Il 2015 è stato l’anno in cui finalmente si è capito che la questione delle migrazioni non riguarda solo l’Italia, ma è un problema europeo, in primis politico, tutt’altro che risolto. Intanto da noi qualcosa si muove sul fonte del riconoscimento dello ius soli alla nascita e dello ius culturae. Il Disegno di Legge, con primo firmatario l’on. Fabbri (PD), ha ottenuto il via libera della Camera ed ora è in Senato dove sarà discusso il 12 gennaio.

Sul fronte delle povertà, non sono stati compiuti grossi passi in avanti. In Italia esistono ancora 11,6% di famiglie gravemente deprivate, il doppio rispetto ai livelli antecedenti alla crisi del 2007. Ben un italiano su quattro è a rischio di povertà e di esclusione sociale. Al Sud un italiano su due! Quasi il 50% della popolazione infatti non se la passa affatto bene. In Italia poi esistono ben 50.000 persone dichiarate “senza fissa dimora”, secondo i dati ufficiali dell’ISTAT. Se il 2015 non ha portato praticamente alcuna concreta politica di contrasto all’indigenza, la speranza è che nel 2016, grazie anche al Piano Nazionale di contrasto alla povertà, inserito nella nuova legge di stabilità, qualcosa possa essere effettivamente realizzata per quei cittadini in difficoltà.

C’è ancora tanto da fare nel 2016 per quanto riguarda le politiche a favore dei disabili, per i quali ancora si registrano situazioni di assenza o di insufficiente sostegno a scuola. In molti Istituti scolastici purtroppo si continua ancora a separare i diversabili dalla classi, relegandoli in aule anguste e poco attrezzate. Qualche piccolo provvedimento è stato adottato per i progetti per la non autosufficienza e per l’autismo, ma nel complesso non si registra alcuna novità sull’aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza. Piuttosto criticato invece è stato il nuovo ISEE che ha introdotto come elementi costitutivi del reddito le indennità e le provvidenze corrisposte alle persone diversamente abili. Il 2015 sarebbe dovuto essere l’anno della chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari e invece in Italia quattro strutture restano ancora aperte.

Ancora ferma è la legge di riforma del Terzo settore che dovrebbe promuovere e valorizzare l’associazionismo, il servizio civile, l’impresa sociale e il volontariato, mettendo a disposizione delle organizzazioni più meritevoli meccanismi di incentivazione economica e sistemi di controllo.

Infine i minori. Nel 2015 è stata varata la nuova legge sull’affido che facilità i percorsi di adozione per le famiglie che hanno già accolto minori in affidamento, dichiarati adottabili. Un legge che va nella direzione della tutela della continuità affettiva del bambino. Ma la di là di questo, i minori vanno maggiormente tutelati e con essi le loro famiglie. Sono indispensabili quindi politiche di tutela della famiglia e della sua coesione, oltre che di miglioramento dei servizi per i bambini, ragazzi e giovani.

Insomma, l’auspicio di tutti è che il 2016 sia veramente vissuto all’insegna della civiltà e dell’accoglienza. Per questo non serve affidarsi alla superstizione e alla magia, il futuro lo costruiscono gli uomini; il più bell’augurio che tutti noi possiamo scambiarci è che nel 2016 ci sia sempre l’uomo giusto al posto giusto, capace di scelte giuste.

Antonio Curci

 

 

 

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Antonio Curci

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Direttore Responsabile

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