Ilva, card. Bagnasco: “Esuberi ? No a smantellamento industriale”

L’arcivescovo di Genova: “Grande preoccupazione. Famiglie in ansia per il futuro”

Roma, 1 giugno 2017. “La notizia degli esuberi dell’Ilva suscita grandissima preoccupazione perché sembra che si stia andando verso uno smantellamento industriale”. Lo ha detto l’arcivescovo di Genova e presidente dei vescovi europei, il card. Angelo Bagnasco, in un’intervista al Tg2000, il telegiornale di Tv2000.
“Di fronte a migliaia di esuberi  – ha spiegato il card. Bagnasco – le famiglie entrano in seria ansia per il proprio futuro. Si sarebbe dovuta fare una previsione per tempo creando alternative occupazionali che non rispondano, come diceva il Papa, alla logica d’assistenza. Chi di dovere avrebbe dovuto preparare delle nuove e serie forme di occupazione. Siamo molto preoccupati”.

 “Speriamo mani straniere in Italia siano oneste”

“Speriamo che tutte le mani straniere che stanno arrivando in Italia siano oneste e abbiamo a cuore gli insediamenti nel territorio italiano – ha aggiunto il cardinale – Se in prospettiva si dovesse chiudere in Italia per aprire altrove sarebbe un impoverimento terribile. Il Paese perderebbe occupazione ma anche molte professionalità che in Italia non si ricostruirebbero più”.

“No a logica antindustriale. Imprese chiave identitaria Paese”

Il cardinale accusa certe logiche antindustriali:  “Da decenni l’industria genovese viene derubata e smantellata pezzo per pezzo. Non capisco questa logica antindustriale. L’Italia non può diventare un Paese senza manifattura, industria e imprese produttive”.
“L’Italia – ha aggiunto il card. Bagnasco – non può diventare altre cose. Altri elementi si devono aggiungere ma non si può smantellare questa chiave identitaria del Paese”.
“La politica industriale del nostro Paese – ha concluso il card. Bagnasco – ha un respiro molto corto, di continuo spacchettamento e di dispersione magari in mani che non sono neppure italiane”.

 

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