Il Maestro Mondelci esalta l’Orchestra Sinfonica Metropolitana di Bari

L’Orchestra Sinfonica Metropolitana di Bari ha ospitato lo scorso giovedì 26 marzo, l’eclettico direttore e sassofonista Federico Mondelci per un concerto tutto da ricordare.

mondelciI riflessi delle luci del palcoscenico che danzano sui movimento dei sassofoni susssurati dal Maestro Mondelci hanno fatto da elegante cornice, lo scorso giovedì 26 marzo, a un concerto di rara bellezza, sia per il programma proposto sia per l’esecuzione dell’Orchestra Sinfonica Metropolitana di Bari.

Federico Mondelci è un maestro d’orchestra davvero sui generis, dirige e suona il sax contemporaneamente, di spalle agli orchestrali e senza sbavatura alcuna. Vuoi per la bravura dei singoli maestri, vuoi per il genio di un grande solista, il risultato è stato superlativo.

I maestri d’orchestra hanno suonato un programma difficile e molto ritmico senza il “classico ” direttore frontale, integrandosi e armonizzandosi come solo i grandi musicisti sanno fare.

Il sax di Mondelci ha veleggiato su un mare increspato di difficoltà musicali non indifferenti, navigando il panorama musicale internazionale da un estremo all’altro del mondo. Dalle armonie struggenti e nostalgiche di Ennio Moricone a quelle carnascialesche sudamericane di Darius Milhaud, dalle atmosfere zigane di Pedro Iturralde a standards jazz come quelle di Gerswhin, Porter, Bernstein, Evans, Kern e Schwartz fino alle languide e passionali sensazioni suscitate dalle note di Astor Piazzolla.  Da  standing ovation il finale: Oblivion di Astor Piazzolla, un fuoriprogramma che ha mandato letteralmente in visibilio il pubblico in sala.

Un grandissimo concerto impreziosito dalle gustose e informali didascalie offerte dal Maestro che con la sua voce confidenziale e senza amplificazione, ha ricucito con aneddoti e colte citazioni i vari momenti musicali.

Peccato che il pubblico non era quello delle grandi occasioni: un concerto simile non può essere snobbato dai quei baresi che amano la musica di qualità. Glie spettatori in sala, peraltro, non hanno dato di sé l’immagine di persone educate all’ascolto: non si può applaudire fa un movimento e l’altro e chiacchierare “amabilmente” con il vicino di poltrona mentre grandi musicisti si stanno esibendo. C’è ancora tanta strada da compiere nel campo dell’educazione musicale.

Antonio Curci

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Antonio Curci

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