Il disarmo mondiale è l’ unica speranza di pace nel mondo?

sett.disarmo-600x450-600x290Sin dall’antichità l’uomo si è servito della guerra per risolvere i conflitti tra una tribù e l’altra, inventando armi dapprima grezze e in seguito più evolute. I primi personaggi storici importanti già esprimevano la guerra intesa come mezzo necessario per il bene della patria. Secondo Eraclito non può esistere una pace totale, assoluta ed eterna. Esiste una pace perché prima si è verificata una guerra e la presenza della pace e della guerra creano l’armonia nel divenire. La guerra viene intesa come indispensabile strumento per la più generale arte politica. Invece Platone parla della guerra non come qualcosa di negativo o condannabile, ma come elemento che partecipa all’attività di governo e quindi al mantenimento dell’ordine e della pace all’interno della polis.
Il disarmo mondiale è un processo iniziato nel 1991 che è partito dalle due superpotenze del dopoguerra: gli Stati Uniti, alleati con la parte occidentale dell’Europa secondo il Patto Atlantico ( NATO) e la Russia con la parte orientale continente europeo, secondo il Patto di Varsavia. Divenute militarmente molto potenti, grazie alle armi nucleari in grado di provocare distruzioni di massa, decisero di firmare gli accordi START, con la proibizione della produzione di più di 6000 testate nucleari. Lo START, dopo la sua revisione finale nel 2001, ha dimostrato che sono state eliminate l’80% delle armi nucleari in circolazione. Quindi il disarmo mondiale, come dimostrano i fatti, è l’ unica speranza di pace nel mondo, perché risolverebbe molti problemi e non verrebbero uccise molti innocenti. Le guerre, in realtà, si svolgono per soddisfare i capi degli stati interessati ai territori e alle ricchezze delle popolazioni straniere. Grazie al disarmo, i Paesi, nel momento in cui creano conflitti, non li risolverebbero utilizzando le armi, bensì dialogando e trovando equi accordi.
Purtroppo non tutti i Paesi oggi la pensano così. Un esempio è il terrorismo islamico che continua a mietere vittime innocenti, pur di imporre con la forza una politica dittatoriale e terroristica ai territori da loro conquistati.
Nel corso dei secoli vari personaggi si sono dibattuti per la conquista di una pace duratura o almeno di una cessazione dei conflitti. Tra questi il celebre Mahatma Gandhi sostenne: « La Pace non si ottiene con un parziale adempimento delle condizioni, così come una combinazione chimica è impossibile senza l’osservanza completa delle condizioni necessarie per ottenerla. Se i capi riconosciuti dell’Umanità che controllano gli strumenti di distruzione rinunciassero completamente al loro uso, con piena conoscenza delle relative implicazioni, si potrebbe ottenere la pace permanente. Questo è evidentemente impossibile, se le grandi potenze della terra non rinunciano al loro programma imperialistico. E questo sembra a sua volta impossibile, se le grandi nazioni non cessano di credere nella competizione che uccide l’anima e di desiderare la moltiplicazione dei bisogni e, quindi, l’accrescimento dei beni materiali. » Solo seguendo quanto affermato da Gandhi sarà possibile ritrovare l’equilibrio mai raggiunto nei secoli.

Martina Ragone

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