Il blocco degli scrutini: il mondo della scuola è in subbuglio

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I docenti scioperanti dell’ITT “M. Panetti” di Bari

Entra nel vivo la protesta degli insegnanti con l’estrema ratio del blocco degli scrutini. Dai comunicati che giungono in redazione si profila un grande successo dell’iniziativa indetta da tutti i sindacati contro il DDL la «Buona scuola» di Renzi.

Il premier è stato capace di risvegliare il senso di identità di un’intera classe di lavoratori, professionisti della cultura e dell’istruzione, troppo bistrattata da tutti i Governi degli ultimi vent’anni.  Persino 29 ex capi di Stato di tutto il mondo hanno firmato una petizione con cui si chiede a tutti i governi di “Ripristinare il rispetto per gli insegnanti“.

L’ultimo blocco degli scrutini risale a dieci anni fa, all’epoca del governo di centro destra. «Nonostante l’arroganza di molti dirigenti che pensano già di avere il potere che vorrà conferirgli Renzi, dando le loro interpretazioni sulle modalità di sciopero e mettendo anche in atto azioni antisindacali – dice Pino Iaria, coordinatore dei Cobas – i primi dati confermano che moltissime scuole stanno bloccando o bloccheranno gli scrutini».

I docenti si sono organizzati: per bloccare uno scrutinio basta che uno di loro dichiari di essere in sciopero per un’ora. A catena quindi tutti i Consigli di Classe previsti ieri, oggi e domani (esclusi quello relativi a classi terminali) sono saltati e salteranno con buona pace del premier Renzi, del Governo e del Ministro dell’Istruzione Giannini.

La protesta è forte e le domande poste dai docenti, famiglie e studenti rimangono ancora senza risposta. Come può un preside a cui viene concesso un tempo massimo di sei anni (ma può anche essere di tre) lavorare in una scuola per farne un polo di eccellenza, senza avere il tempo materiale per conoscere l’intero corpo decente, le famiglie, la sociologia del territorio, le aziende presenti, visto che si parla sempre più di Alternanza Scuola/Lavoro? Come può un preside “a tempo” valutare i propri insegnanti per stabilire chi è degno di aumento di merito? secondo quali strumenti e parametri? Quei poveri docenti che lavorano su più scuole e magari cambiano scuola ogni anno, come faranno a dimostrare al preside-sceriffo di turno, tutto il loro valore? Come può un insegnante la cui età media si aggira intorno ai cinquant’anni essere disponibile a trasferirsi in scuole presenti in ambito regionale, abbandonando famiglie e impegni personali, magari trascurando anche i propri problemi di salute? Ci sono regioni in Italia molto vaste all’interno delle quali non è possibile pendolare, bisogna trasferirsi. Questa è la direzione che il Governo intende seguire per ricollocare al centro della società la famiglia, definita da tutti come indispensabile per una società più giusta e più sana? Gli aumenti di merito poi, sono una provocazione che infiamma ancor di più gli animi già surriscaldati: duecento milioni di Euro sono un un’insulto alla professionalità e al senso di responsabilità dei docenti italiani che nonostante i blocchi degli scatti di anzianità e i mancati rinnovi contrattuali, continuano stoicamente a spendersi per i propri ragazzi con stipendi da fame, mediamente attestati intorno ai 1300 Euro netti al mese. Quanti sono i docenti meritevoli in Italia? Se fossero anche solo un quarto degli 800.000 occupati, il che significherebbe una scuola da buttare via e così non è, per questi pochi “eletti” l’aumento netto mensile si attesterebbe intorno ai 40 Euro. Ogni commento diventa davvero inutile.

Le domande che esigono risposte sono tantissime, ma è ovvio che l’interno impianto della riforma è ritenuto da tutti contrario a ogni principio di buona scuola e questa volta la mancanza delle virgolette è voluta.

E’ ovvio che gli scrutini si faranno, ma più tardi. E’ importante dare un segnale forte a un Governo che ha perso il sostegno della quasi totalità dei docenti. Si ritiri il DDL e se tanto si vuole riformare il sistema d’istruzione, lo si riscriva ascoltando seriamente i lavoratori del mondo della scuola.

Antonio Curci

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Antonio Curci

Antonio Curci

Direttore Responsabile

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