I non ricchi pensionati italiani evitano il lastrico alle loro famiglie. Lo si evince dai dati Istat

Milano, una coppia di anziani che passeggiano in città

L’Istat ha reso noto il focus sulle condizioni di vita dei pensionati italiani relative al periodo 2013-2014.  Nello scorso anno i lavoratori in quiescenza sono stati 16,3 milioni (-134 mila rispetto al 2013) e hanno percepito in media un reddito pensionistico lordo di 17mila euro (+400 euro circa sull’anno precedente), con una pressione fiscale  che ha inciso in media per il 17,7%; l’aliquota è salita al 20,6% per i pensionati di vecchiaia e anzianità, ed è scesa al 15,3% per quelli di reversibilità e non ha superato il 9,6% per i beneficiari di trattamenti d’invalidità ordinaria o indennitari. Le donne sono state il 52,9% e hanno ricevuto mediamente importi di circa 6 mila euro inferiori a quelli maschili.

Da una prima lettura di questi dati emerge chiaramente come sia diminuito il numero dei pensionati grazie anche a politiche che hanno procrastinato l’uscita dal lavoro delle persone in età pensionabile. Restano sostanzialmente invariati invece i compensi, che si attestano mediamente su cifre intorno ai 1000 Euro mensili. Emerge anche che le donne in pensione percepiscono molti meno soldi rispetto agli uomini.

Un ulteriore dato è quello relativo ai pensionati con un livello d’istruzione superiore (diploma o laurea). Essi percepiscono un vitalizio mediamente  doppio rispetto a quelli senza titolo di studio o con al più la licenza elementare.

Al di là delle cifre, ciò che emerge dal focus è che nel 2013-2014 il rischio di povertà tra le famiglie con pensionati è stato più basso di quello delle altre famiglie (16% contro 22,1%). Questo significa che molto spesso le pensioni dei nonni compensano le scarse entrate o addirittura la mancanza totale di reddito di papà e mamme con lavori precari o che risultano in condizioni di disoccupazione.

Grazie ai nonni, molte famiglie italiane riescono a limitare i forti disagi economici dovuti alla crisi e alla mancanza di lavoro.

Antonio Curci

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Antonio Curci

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Direttore Responsabile

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