“Gli ultimi saranno ultimi”, la nuova pellicola di Massimiliano Bruno

GliUltimiSarannoUltimiGli ultimi saranno ultimi è un film che dà un pugno nello stomaco. Dal 12 novembre 2015 sullo schermo, è l’opera quarta di Massimiliano Bruno con protagonisti Paola Cortellesi e Alessandro Gassman, nonché cine-adattamento dell’omonima piece teatrale del 2005 scritto da Bruno e portata in scena dalla Cortellesi.

Ad Anguillara, ridente cittadina laziale, vive Luciana (Paola Cortellesi) giovane operaia, bella, solare, sposata con Stefano (Alessandro Gassman), marito simpatico ma senza testa sulle spalle, sempre intento a fare “affari”. Insieme cercano di avere un figlio e quando arriva per i due sarà una grande gioia, ma la realtà decide di trasformare la felicità in calvario. A causa della gravidanza, Luciana viene licenziata ed è così che comincerà il suo percorso nella disperazione sempre più pericolosa. La sua storia si incrocerà con quella dell’agente Zanzotto ( Fabrizio Bentivoglio) trasferito perchè coinvolto in un drammatico incidente sul lavoro.

Impegnativa è la citazione, parafrasata, che dà titolo al film come impegnativo è l’ultimo e forse il miglior lavoro di Bruno. Complesso, sociale, che merita attenzione. Come merita attenzione la sua interprete: Paola Cortellesi. Comica, conduttrice e attrice, con Gli ultimi saranno ultimi si conferma un’artista tout court, interessante, drammatica, calata perfettamente nel personaggio. La Luciana di Paola Cortellesi è un personaggio importante per il cinema italiano recente, che ha un percorso di trasformazione duro, credibile e ben trasposto con le immagini e la recitazione, che porta sulle spalle l’interno racconto.

Attraverso Gli ultimi saranno ultimi traspare una voglia impetuosa di provare a descrivere quello che questo mondo sta facendo alle persone, agli ultimi soprattutto e cioè imbruttire la vita, la quotidianità e l’amore fino alla deriva, trasformando una donna simbolo di gentilezza e altruismo in un ritratto della disperazione esistenziale, lavorativa e sociale. Nell’asciuttezza del racconto e delle immagini e nei suoni privi di enfasi Bruno e Cortellesi (anche co-sceneggiatrice) ci accompagnano in una vicenda amara, dolorosa ma allo stesso tempo, purtroppo, frequente e reale.

Gli ultimi saranno ultimi porta una ventata nel cinema e nella commedia all’italiana, per dirlo all’inglese, un “dramedy” che scopre un modo di raccontare diverso chi non ce la fa, i precari nel lavoro e negli affetti, con tanto pathos, poca ironia e un finale aperto alla speranza che insegna a resistere, nonostante tutto, perché come dice Luciana nella scena che chiude il film “Nostro Signore ha detto che ‘Gli Ultimi saranno i primi’, non ha detto di preciso quando”.

Ilaria Sinopoli

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