Giovedì 5 dicembre, il quartetto “Noûs” all’Accademia Chigiana di Siena

Giovedì 5 dicembre, in occasione della novantasettesima edizione di “Micat in Vertice”, la stagione musicale 2019-2020 dell’Accademia Chigiana (dal motto della famiglia Chigi “Splende sulla cima”), al palazzo Chigi Saracini di Siena si è esibito il gruppo “Noûs” in alcuni quartetti di Beethoven.

Il quartetto “Noûs”, il cui nome deriva dal greco e significa razionalità ma anche capacità creativa, si è formato nel 2011 ed è composto da Tiziano Baviera e Alberto Franchin al violino, Sara Dambruoso alla viola e Tommaso Tesini al violoncello. La formazione dei musicisti unisce alla tradizione italiana quella delle più importanti scuole europee, tra cui l’Accademia Walter Stauffer di Cremona, la Musik Akademie di Basilea, l’Escuela Superior de Mùsica d”Reina Sofia” di Madrid, la Musikhochschume di Lubecca, oltre all’Accademia Musicale Chigiana di Siena. Il quartetto si distingue per l’incredibile versatilità, per la sperimentazione di performance innovative come suonare a memoria e completamente al buio, e per l’esibizione nelle più importanti realtà musicali italiane ed estere.

I musicisti si sono esibiti per due ore in tre quartetti di Beethoven: il quartetto n.2 in sol maggiore e il n.3 in re maggiore dell’opera 18 – detta anche dei quartetti Lobkowitz dal nome del nobile dedicatario, composta tra il 1798 e il 1800 – e il quartetto n. 12 in mi bemolle maggiore dell’opera 127, che inaugura la serie degli ultimi cinque enigmatici quartetti scritti dopo la Nona Sinfonia. I quartetti rappresentano un’occasione di ricerca e approfondimento del genere da parte del compositore, fino a un’aperta battaglia contro le convenzioni.

I musicisti sono stati eccellenti nel rendere appieno le intenzioni di Beethoven, con tocchi lievi e delicati negli Adagi o con tocchi più decisi e grintosi nei movimenti più accesi come gli Allegri. Il dinamismo o la docilità dell’esecuzione hanno permesso al pubblico di sentirsi emotivamente coinvolto in ogni movimento del quartetto alternando lacrime di commozione a sorrisi di divertimento.

Martina Ragone

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