A Gioia Tauro la Mafia tenta di impedire il buon raccolto

aranceA denunciare questa terribile situazione è stato il presidente della cooperativa “Valle del Marro. Libera terra” di Gioia Tauro, Domenico Fazzari. “La mafia tenta d’impedire il buon raccolto”. Il presidente ha fatto luce sui  furti a danno della cooperativa: arance e parte dell’impianto d’irrigazione nel terreno sito in località Sovereto.
“I soci – informa una nota – si erano recati nell’agrumeto confiscato per la consueta giornata lavorativa, notando da subito la consistente sottrazione di frutti e attrezzature. Proprio su quel terreno, in queste settimane, la cooperativa ha cominciato la raccolta delle arance biologiche per venderle ad associazioni ed esportarle nel Nord Italia. L’impianto irriguo è stato realizzato un anno fa (quello originario era stato distrutto prima dell’assegnazione): una spesa che ha stremato le finanze della cooperativa”.
Nello stesso periodo gli alberi sono stati potati per assicurare una buona produzione, come di fatto è avvenuto. “Dopo la pessima e scoraggiante annata olivicola – aggiunge Fazzari – tutte le nostre speranze si appuntano sulla vendita degli altri prodotti trasformati e sugli agrumi. Se il frutto dovesse rimanere invenduto e le ruberie mafiose dovessero continuare, le nostre difficoltà si aggraverebbero”.
Una vicenda scoraggiante a cui la società civile deve dare una risposta forte.

 

 

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Antonio Curci

Antonio Curci

Direttore Responsabile

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