I film di una volta – Kramer contro kramer di Robert Benton

“Kramer contro Kramer” è un film del 1979 diretto da Robert Benton, tratto dall’omonimo romanzo del 1977 di Avery Corman e vincitore di cinque Oscar, di quattro Golden Globe e tre David di Donatello.

Il film è incentrato sulla storia di Ted Kramer(Dustin Hoffman) e Joanna Kramer (Meryl Streep) e di loro figlio Billy (Justin Henry). Ted è un dirigente pubblicitario ossessionato dalla sua professione ma assente dall’ambiente familiare, mentre Joanna non lavora e dedica il suo tempo esclusivamente al bambino. Estenuata da questo stato di cose che l’ha portata a sentirsi alienata da se stessa, Joanna decide di scappare da quelle mura, sebbene sia carica del senso di colpa che le provoca l’abbandonare il bimbo.

Ted, quindi, da essere un uomo incentrato solo su se stesso, è costretto ad un cambiamento radicale per via della nuova situazione che prepotentemente si è imposta: da essere pressochè assente nella vita del figlio, si trova ora di colpo ad essere la sua unica figura genitoriale di riferimento. Dopo i primi tempi molto difficili, poi gradualmente tra lui e Billy si instaura un ottimo rapporto: il bambino assorbe talmente tanto le sue energie da fargli perdere la concentrazione necessaria sul lavoro.

I brevi ma intensi momenti di blocco si succedono a quelli di riassestamento e, tutto sommato, la vita di questo nuovo nucleo familiare -fatto da un padre e da un figlio che hanno avuto l’occasione di costruire ex novo il loro rapporto- funziona bene.

Specularmente, Joanna ha la possibilità di scoprirsi autosperimentandosi al di fuori di quella casa: la donna aveva infatti dimenticato chi fosse al di là di quelle quattro mura e del suo ruolo di moglie e madre. Se il suo io era collassato nelle mura dell’ambiente domestico implodendo su se stesso, adesso, invece, scopre di non essere un prolungamento dei suoi familiari, ma di essere tanto capace quanto sempre più bisognoso di esplodere di vita.

Joanna guarda spesso a distanza il suo bambino andare a scuola, mentre lei è seduta in un bar, semi nascosta dalle tende: avverte la mancanza del figlio, ma percepisce anche come essa sia direttamente proporzionale al rigetto per la sua vita di prima. Decide quindi di non riappacificarsi col marito, ma di chiedergli la custodia di Billy; ella è infatti consapevole di aver raggiunto un equilibrio tale da non farla vacillare nel ruolo di madre di suo figlio: sa che finalmente non si sentirebbe sbagliata.

Inizia così una lunga ed estenuante battaglia legale tra Joanna e Ted. La sintonia che si è instaurata tra padre e figlio è però troppo forte per essere spezzata da un giudice e, sebbene il bambino provi affetto nei confronti della madre, non riesce adesso ad immaginare una vita diversa da quella che ha fino ad ora condotto con il padre.

Credo che questa pellicola, partendo probabilmente dall’obiettivo di voler essere una versione moderna del romanzo francese ottocentesco “Madame Bovary”, arrivi ad essere un racconto in chiave più generale sui goffi tentativi umani di ricercare il proprio equilibrio tra strazianti punti di discontinuità nel proprio flusso vitale.

Silvia Di Conno

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