Festival di Sanremo 2017. Vince Gabbani. Trionfo per Conti e De Filippi

Cala il sipario sul sessantasettesimo Festival di Sanremo ed è tempo di tirare le somme. Il Sanremo di Carlo Conti e Maria De Filippi chiude con un super risultato la trilogia del conduttore toscano, anche direttore artistico della kermesse. La finale che ha incoronato vincitore Francesco Gabbani con la sua Occidentali’s Karma è stata vista da una media di 12.022.000 di telespettatori con il 58,4% di share. Il dato migliore per una finale dal 2009, l’anno del 59esimo Festival presentato da Paolo Bonolis con Luca Laurenti.

Il cantautore toscano lo scorso anno si era imposto tra le Nuove Proposte con Amen. Fiorella Mannoia  (dalla prima performance veniva data per vincitrice) arriva seconda classificata, con il brano Che sia Benedetta e conquista anche il Premio della Sala Stampa Lucio Dalla. Ermal Meta si aggiudica il terzo classificato, con il brano Vietato Morire e vince la serata cover con Amara terra mia. Il cantautore di origini albanesi, che l’anno scorso era in gara tra le Nuove Proposte, ha conquistato anche il Premio della Critica Mia Martini. Mancano di un soffio il podio Michele Bravi con Il diario degli errori e Paola Turci (incoronata regina del Festival per il look) con Fatti bella per te, rispettivamente quarto e quinto posto.

L’inedita coppia composta da Carlo Conti e Maria De Filippi, abituati entrambi alla conduzione in solitaria, come da previsioni, è stata vincente. Bravi entrambi, nonostante il debutto timoroso di lei, perché si sa, c’è bisogno di tempo per prendere dimestichezza con il palco del Teatro Ariston.  Ma subito la tensione si è sciolta, con un no categorico di Maria alla famosa discesa delle scale, e una complice divisione alla pari di palco, compiti, ospiti e simpatiche minigag. Ma nessuno dei due ha intenzione di tornare nel 2018. E fanno bene: il rischio di non ripetere il successo è alto. Nel bilancio di Maria de Filippi ci sono parole di grande stima per Carlo Conti, al quale consegna Carlitos, l’Oscar di Sanremo, la sagoma del conduttore, già diventata un gadget cult, in versione statuetta.

Ospiti e super ospiti, tra conferme e alcuni flop. Alcune performance sono state bellissime, dall’ospite fisso, l’habituè Maurizio Crozza, a quella iniziale di Tiziano Ferro, che omaggia Luigi Tenco con la sua versione di Mi sono innamorato di te, a quelle coinvolgenti di Ricky Martin e Mika. Indimenticabile anche Robbie Williams, con quel bacio a Maria chiacchieratissimo. Poco coinvolgente, purtroppo, l’intervista a Keanu Reeves. Passando alle donne, come non citare  le meravigliose Giorgia, Virginia Raffaele (quest’anno è una Sandra Milo in versione pantera super svampita in rosso fuoco) e Geppi Cucciari (come sempre, l’attrice comica sarda è riuscita ad affiancare ad un momento di ilarità un altro di riflessione). Non dimenticheremo, purtroppo, la mediocre esibizione dei tre allievi di Gigi Proietti, i comici Insinna – Cirilli – Brignano. E non ricorderemo l’utilità, effettivamente inesistente, di avere sul palco Anouchka Delon e Annabelle Belmondo, Marica Pellegrinelli e Tina Kunakey.

Non mancano ovviamente le polemiche, che con il Festival vanno a braccetto. Gigi D’Alessio si è scagliato contro la kermesse e contro Conti per la sua eliminazione: “A Sanremo non è stato fatto fuori Gigi D’Alessio, ma una categoria di cantanti. Qual è la motivazione, quella di far vincere i giovani? Al Bano e io siamo serviti come esca, perché il programma senza di noi non li fa 11 milioni di telespettatori”.

Se è vero che il Festival della canzone italiana è lo specchio televisivo del Paese, in queste cinque serate l’Italia e gli italiani sono apparsi divertiti e profondi, leggeri e introspettivi. Nonostante qualcuno lo condirei un format ormai troppo datato che puzza di naftalina, il Festival di Sanremo rimarrà un mega show che invade i palinsesti, che ancora riempie le strade di taccuini in cerca di autografi e che già ci spinge a pensare alla prossima edizione, la sessantottesima.

Ilaria Sinopoli

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