Festival di Cannes, il giorno di Paolo Sorrentino

f23c681fbb92334a2511a6bcc0940321-kNVH-U1050288144755EK-700x394@LaStampa.itYouth – La giovinezza di Paolo Sorrentino, terzo film italiano in corsa in questa 68esima edizione del Festival di Cannes, divide la stampa ma conquista il pubblico. Qualche dissenso e reazioni contrastanti alla fine della proiezione per i critici e i giornalisti contro i quindici minuti di applausi, dieci dei quali, a luci accese, tributati al regista e al suo cast internazionale alla fine della proiezione ufficiale nella sala del Grand Teatre Lumiere. A ricevere gli applausi, il “bravo!” più forte arrivato dal direttore del Festival Thierry Fremaux, oltre al regista e ai produttori il protagonista Michael Caine e Harvey Keitel, Jane Fonda, Paul Dano, Madalina Ghenea.

Ma si sa, gli applausi del pubblico in sala sono una cosa, il voto della giuria un altro. Tanto più che con Cannes Sorrentino non ha mai avuto un rapporto semplice. Fatta eccezione per Il Divo (Premio Giuria 2008) ha fatto altri sei film, tutti in concorso al Festival, ma molto spesso ignorati, come fu, abbastanza clamorosamente per La grande bellezza, che poi vinse una pioggia di premi a cominciare dall’ Oscar. “L’aspetto prevalente in Cannes non è la competizione, ma l’incredibile occasione di darsi appuntamento e vedere il miglior cinema in quel momento nel mondo e siccome il cinema riflette la vita, capire il tempo di oggi”, ha detto Sorrentino, che con Youth – La giovinezza realizza un affresco sulla vita, la vecchiaia e i rimpianti raccontati in un hotel di montagna da personaggi reali e immaginari.

Volendo fare un raffronto all’applausometro, alla fine, dei tre italiani in gara Sorrentino è quello che ha riportato il risultato più lusinghiero, visto che Mia madre di Moretti ha raccolto applausi (e tanta commozione) per dieci minuti  e Il racconto dei racconti di Garrone solo sette.

The Other Side Photocall - 68th Cannes Film FestivalOggi, nono giorno del Festival, per la sezione Un Certain Regard, è stato presentato il documentario Louisiana (The Other Side) dell’italiano Roberto Minervini che, irrompe con la sua macchina da presa da documentarista in una terra dimenticata, la Louisiana una terra di quell’America invisibile che nemmeno i registi statunitensi hanno raccontato. ”Racconto un’America poco conosciuta ma tutt’altro che marginale, è l’America poverissima delle provincie, quell’America più nascosta ma più significativa”.

Con Louisiana (The Other Side) di Minervini si conclude oggi la presenza dell’Italia sul red carpet francese. Dunque non ci resta che aspettare il 24 maggio, giornata di conclusione e premiazione del Festival di Cannes 2015, con la speranza che al cinema italiano venga riconosciuto con un premio ciò che merita.

Ilaria Sinopoli

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