Festival di Berlino, Gianfranco Rosi vince con il suo Fuocoammare

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Finalmente il Cinema Italiano trionfa. L’Orso d’Oro della 66/ima edizione Berlinale va al film documentario Fuocoammare di Gianfranco Rosi. Il regista, già Leone d’oro a Venezia con Sacro G.r.a., aveva colpito sin da subito la critica, il pubblico e la giuria del Festival.

Un film, girato in un anno e mezzo all’isola di Lampedusa, documenta da un lato la vita sospesa di alcuni suoi abitanti e dall’altro quella drammatica dei migranti in esodo verso l’Europa. Ricevendo l’Orso d’Oro Rosi ha affermato: “Il mio pensiero più profondo va a tutti coloro che non sono mai arrivati a Lampedusa, a coloro che sono morti. Dedico questo lavoro ai lampedusani che mi hanno accolto e hanno accolto le persone che arrivavano. È un popolo di pescatori e i pescatori accolgono tutto ciò che arriva dal mare. Questa è una lezione che dobbiamo imparare. L’Italia ha fatto tantissimo – ha aggiunto – per venti anni ha fatto da sola, ora non è più il momento di agire singolarmente”.

La Presidentessa del Festival di Berlino Meryl Streep è rimasta particolarmente colpita come dice lo stesso Rosi: “Meryl Streep mi ha detto, tenendomi per mano: ‘questo film può vincere l’Oscar. Farò di tutto perché sia portato negli Usa’”.

La Giuria formata da Clive Owen, Lars Eidinger, Nick James, Brigitte Lacombe, Malgorzata Szumowska e dalla nostra Alba Rohrwacher, ha visionato ben 18 film, in gara, ma ha deciso di incoronare Fuocoammare perché un “film eccitante e originale, la giuria è stata travolta dalla compassione. Un film che mette insieme arte e politica e tante sfumature. È esattamente quel che significa arte nel modo in cui lo intende la Berlinale. Un libero racconto e immagini di verità che ci racconta quello che succede oggi. Un film urgente, visionario, necessario”.

Ilaria Sinopoli

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