Emmy Awards 2017, tra vincitori e sconfitti

Si è tenuta nella notte del 17 settembre a Los Angeles la 69sima edizione degli Emmy Awards, i più importanti premi della televisione statunitense che celebrano il meglio delle produzioni televisive della prima serata americana. Consegnati al Microsoft Theatre di Los Angeles, sono già stati definiti dalla maggior parte dei critici i più politici di sempre, com’era successo anche per gli scorsi premi Oscar, con molti discorsi impegnati e premi altamente simbolici. A presentare la serata il conduttore del late night Steven Colbert, che ovviamente non si è risparmiato in battute su Trump e l’attuale momento della politica e della società Usa come gli stessi vincitori dei premi principali hanno tenuto discorsi contro il presidente americano o comunque contro le sue idee razziste e maschiliste.

Anche le scelte della giuria, composta da attori, registi e altri professionisti del settore, sono state innovative e impegnate, infatti hanno vinto rispettivamente come miglior serie drammatica e miglior miniserie due serie che ruotano attorno alla violenza sulle donne, The Handmaid’s Tale e Big Little Lies. The Handmaid’s Tale ha vinto cinque premi, oltre a migliore serie drammatica è stata scelta anche per la miglior attrice protagonista, Elisabeth Moss, e non protagonista, Ann Dowd, mentre Big Little Lies ne ha vinti quattro, tra cui per la miglior attrice protagonista di una miniserie, andato a Nicole Kidman e per la miglior attrice non protagonista, andato a Laura Dern. Nei giorni scorsi erano già stati consegnati i premi tecnici e creativi in cui si erano distinte in particolare Alexis Bledel e Melissa McCarthy (le famose Rory e Sookie di Una mamma per amica).

È andato bene anche il Saturday Night Live, sempre più caustico contro la presidenza Trump, mentre hanno deluso le altre importanti serie tv della stagione. A grande sorpresa le sconfitte sono state Westworld e Stranger Things, la serie targata Netflix, su cui invece molti puntavano alla partenza e che hanno portato a casa solo un premio. La coppia Jessica Lange e Susan Sarandon, calate meravigliosamente nei panni di Bette David e Joan Crawford in Bette and Joan,  e soprattutto Robert De Niro, alla sua prima nomination televisiva è stato battuto dal giovane e talentuosissimo Riz Ahmed di The Night of. Ma anche Sir Anthony Hopkins, candidato per il western/fantascientifico Westworld, è tornato a casa a bocca asciutta. In questa edizione si è notata l’assenza di Game of Thrones, trasmessa troppo tardi per partecipare alla premiazione.

Il premio più conservatore di tutti è stato quello a Julia Louis-Dreyfus premiata come miglior attrice per Veep, che andrà in onda ancora per un’ultima stagione, la settima. Lena Waithe è stata la prima donna afroamericana a vincere un Emmy per la sceneggiatura di una serie comedy, Donald Glover è stato il primo afroamericano a vincere un Emmy per la regia di una serie comica, Riz Ahmed è stato il primo attore di origine asiatica a vincere un Emmy per la recitazione per The Night of e Hulu è il primo sito di streaming a vincere un Emmy per una serie drammatica, cioè The Handmaid’s Tale, avendo battuto Netflix e Amazon.

Ilaria Sinopoli

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