Emanuele Felice presenta: “Perchè il Sud è rimasto indietro”

10458624_765698990119999_6541070669439123751_nGiovedì 03 luglio alle ore 18.30 presso il Il Fortino Via Venezia, a Bari presentazione del libro di Emanuele Felice “Perchè il Sud è rimasto indietro”. L’evento è stato organizzato dalla Fondazione Giuseppe Tatarella.

I meridionali sono privati non soltanto della libertà: la libertà di poter decidere del proprio destino, che solo un reddito decente, una buona istruzione, la fruizione di diritti collettivi e personali consentono. Sono privati anche della verità, quella di poter capire perché sono a questo punto, quali le ragioni, le eventuali colpe e di chi. L’Italia è divisa in due: Pil pro capite, condizioni di vita, diritti sociali, libertà civili dicono che il Mezzogiorno rimane arretrato rispetto all’Italia e all’Europa. In merito corrono spiegazioni che parlano addirittura di una diversità genetica dei meridionali, o risalgono alla monarchia normanna; oppure puntano il dito contro il Nord colpevole di aver sfruttato un Sud che prima dell’Unità sarebbe stato florido e avanzato; o chiamano in causa la sfavorevole collocazione geografica. Secondo Felice, sono state le classi dirigenti meridionali a ritardare lo sviluppo, dirottando le risorse verso la rendita più che verso gli usi produttivi. Al Sud occorre dunque modificare la società, spezzando le catene socio-istituzionali che la condannano all’arretratezza: annientare la criminalità organizzata, eliminare il clientelismo, rompere il gioco dei privilegi e delle rendite. Tesi interessanti, contenute nel libro “Perchè il sud è rimasto indietro” di Emanuele Felice, edito da Il Mulino.
Con l’autore interloquiranno Alessandro Laterza, Responsabile Mezzogiorno di Confindustria e Federico Pirro, docente di storia dell’industria e politiche economiche territoriali, moderati da Maddalena Tulanti, direttrice del Corriere del Mezzogiorno.

Antonio Calisi

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Direttore Editoriale

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