Elie Wiesel si è spento all’età di 87 anni. Fu premio Nobel per la pace e sopravvissuto alla Shoah

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Si è spento, all’età di 87 anni, Elie Wiesel, premio Nobel per la pace e sopravvissuto alla Shoah. A dare il triste annuncio è stato lo Yad Vashem da Gerusalemme, l’Ente nazionale per la Memoria della Shoah di Israele, istituito per documentare e tramandare la storia del popolo ebraico durante la Shoah.

Il celebre scrittore e attivista dei diritti umani era nato il 30 settembre del 1928 nella città di Sighet in Romania. E’ stato un grande autore scrivendo ben 57 libri. “Notte”, una delle sue opere più celebri, racconta della sua esperienza di ragazzo sopravvissuto al campo di sterminio di Auschwitz e rappresenta a tutt’oggi uno dei racconti più importanti sull’Olocausto.

Instancabile promotore dell’educazione ai diritti umani e intellettuale impegnato a tenere viva la memoria della Shoah, ricevendo il premio Nobel per la pace nel 1986, fu definito “messaggero per l’umanità”, foriero di un messaggio  di “pace, di espiazione e di dignità umana”, grazie al suo incessante impegno contro il razzismo e la violenza.

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in una nota del Quirinale ha dichiarato: «Ho appreso con grande dispiacere della scomparsa del Nobel per la Pace, Elie Wiesel. Uno degli ultimi sopravvissuti alla tragedia dell’olocausto, Wiesel ha lavorato instancabilmente per mantenere viva la memoria di quell’orrore, per combattere l’indifferenza, la menzogna e le ingiustizie che ancora oggi purtroppo costituiscono mali comuni.
Difensore della libertà, a fianco degli oppressi, la sua lezione è destinata a durare.
In un momento in cui l’umanità si trova ad affrontare sfide epocali quali la barbarie del terrorismo e il dramma delle migrazioni, il suo esempio  ci esorta a non deflettere dal perseguire l’obiettivo di costruire società più libere, giuste ed eque».

Maria Raspatelli

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