«E’ molto più facile essere un eroe che un galantuomo. Eroi si può essere una volta tanto; galantuomini si dev’essere sempre» (Luigi Pirandello)

luigi-pirandello-alla-scrivania-nel-suo-studio-di-monteluco-spoleto-1924-dove-c3a8-in-vacanza-con-la-famiglia-di-suo-figlio-stefano-ritaglio“È molto più facile essere un eroe che un galantuomo. Eroi si può essere ogni tanto, galantuomini sempre”. Il chiarissimo concetto espresso da Pirandello è quanto mai attuale. Nella commedia “Il piacere dell’onestà”, il protagonista Maurizio Setti distingue gli eroi dai galantuomini e ci fa comprendere come il singolo gesto di un uomo, che può derivare dalle motivazioni più disparate, non esprime tutta la sua levatura morale, anzi talvolta può anche contrastare con essa.

Molti oggi ricercano visibilità grazie alla fortuna di un momento; taluni nascondono addirittura la loro vera essenza per costruirsi un’architettura esteriore “eroica”. Ma la vera cartina di Tornasole è la limpidezza  delle idee, delle intenzioni, i gesti concreti di coerenza di vita che solo un galantuomo può esprimere, sempre. La società non ha bisogno di eroi o, ancor peggio di presunti tali, ma di uomini veri capaci di scelte coraggiose che non tradiscono personalità autorevoli e obiettive, scevre da condizionamenti e fedeli ai sacri principi dell’onestà e della libertà.

Galantuomini non ci s’improvvisa, ma lo si diventa ogni giorno. L’essere galantuomini è uno stile dell’anima che si esprime nelle piccole e grandi scelte, nel sincero dono di sé che aiuta l’altro ad uscire dalla palude delle sue paure, senza squilli di tromba e soprattutto senza la pur legittima riconoscenza e richiesta di ricompensa.

Ma oggi esistono ancora i galantuomini?

Esistono e sono più di quelli che si possa immaginare. Il dramma è che gli aspiranti eroi sono sempre in prima fila, con i loro sorrisi patinati, pronti a ricevere e talvolta a prendersi più di quanto hanno dato.

Questa è la menzogna più cocente che la nostra “civile” società possa esprimere, quella che inquina le coscienze e ammorba le relazioni sociali. Ma sono proprio i galantuomini, quelli veri, che con la loro perseveranza, permettono alla società di anelare ancora ai valori di giustizia e equità e sperare in un presente migliore.

Antonio Curci

 

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Direttore Responsabile

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