“E allora forse più che la politica, la lotta di classe, la coscienza e tutte ‘ste fesserie … bisognerebbe ricordare alla gente cos’è la bellezza” – Peppino Impastato

impastato-peppino-spot«La bellezza non ha causa: esiste. Inseguila e sparisce. Non inseguirla e rimane» – Emily Dickinson

Quando si parla di bellezza non si può non ricordare la vita di Peppino Impastato, il giovane siciliano che definì la Mafia come “una montagna di merda” e per questo fu barbaramente assassinato dagli uomini di Cosa Nostra. Nel film “I Cento Passi” Peppino e Salvo, dall’alto di Monte Pecoraro, guardano l’aeroporto di Punta Raisi, dopo la costruzione della terza pista:

PEPPINO: Sai cosa penso?
SALVO : Cosa?
PEPPINO: Che questa pista in fondo non è brutta. Anzi
SALVO [ride]: Ma che dici?!
PEPPINO: Vista così, dall’alto … [guardandosi intorno sale qua e potrebbe anche pensare che la natura vince sempre … che è ancora più forte dell’uomo. Invece non è così. .. in fondo le cose, anche le peggiori, una volta fatte … poi trovano una logica, una giustificazione per il solo fatto di esistere! Fanno ‘ste case schifose, con le finestre di alluminio, i balconcini … mi segui?
SALVO: Ti sto seguendo
PEPPINO:… Senza intonaco, i muri di mattoni vivi … la gente ci va ad abitare, ci mette le tendine, i gerani, la biancheria appesa, la televisione … e dopo un po’ tutto fa parte del paesaggio, c’è, esiste … nessuno si ricorda più di com’era prima. Non ci vuole niente a distruggerla la bellezza …
SALVO: E allora?
PEPPINO: E allora forse più che la politica, la lotta di classe, la coscienza e tutte ‘ste fesserie … bisognerebbe ricordare alla gente cos’è la bellezza. Insegnargli a riconoscerla. A difenderla. Capisci?
SALVO: ( perplesso) La bellezza…
PEPPINO: Sì, la bellezza. È importante la bellezza. Da quella scende giù tutto il resto.
SALVO: Oh, ti sei innamorato anche tu, come tuo fratello?
A conclusione del dialogo:
PEPPINO: Io la invidio questa normalità. Io non ci riuscirei ad essere così…

“Cento passi ci vogliono da casa nostra, cento passi. Vivi nella stessa strada, prendi il caffè nello stesso bar…alla fine ti sembrano come te: salutamu don Tanu, salutamu Giuvanni, salutamu Pippinu…… Io voglio fottermene…..noi ci dobbiamo ribellare, prima che sia troppo tardi, prima di abituarci alle loro facce, prima di non accorgerci più di niente”.

Peppino Impastato non inseguiva la bellezza, ma lottava contro l’abitudine, l’assuefazione, contro l’omologazione. In quella “normalità” Peppino non riusciva proprio ad entrare. La sua ricerca continua di qualcosa che deve ancora arrivare o accadere, affinché la giustizia prevalga su certe logiche di potere, a sua insaputa gli ha consentito di incontrare la bellezza.

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Antonio Curci

Antonio Curci

Direttore Responsabile

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