Dov’è finita WikiLeaks?

57f28ba3c461888f378b4604Dopo anni di polemiche, accuse e timidi consensi, WikiLeaks è caduta nell’oblio. I media sembrano dimenticarsene, i governi altrettanto, il popolo naviga in ricordi confusi. Molti credono sia andata in fallimento, altri ignorano completamente il termine e l’argomento. Tale situazione non si verifica solo in Italia, come dimostra un articolo sul New York Times di qualche giorno fa: in questo Op-Ed contributo, Sarah Harrison, giornalista presso WikiLeaks, cerca di richiamare l’attenzione e di chiarire definitivamente ogni dubbio sull’operato dell’organizzazione.

Come chiarisce il nome stesso, WikiLeaks riprende il principio di Wikipedia: l’organizzazione e la libreria annessa vivono di contributi anonimi, nell’intento di rivelare informazioni top secret di interesse pubblico (to leak, in inglese). Una Wikipedia non censurabile che crede nella trasparenza e nella democratizzazione dell’informazione: ecco servito il diritto di conoscere tutta la verità su politiche internazionali, diplomazia, economia mondiale e guerre. Da non dimenticare, in particolare, le rivelazioni imbarazzanti su Guantanamo Bay e i documenti scottanti sulle guerre in Iraq e Afghanistan.

I documenti in questione sono analizzati non solo dall’equipe WikiLeaks, che cerca sempre di contestualizzare il materiale ricevuto, ma anche, potenzialmente, dall’intera comunità globale. Si tratta di un forum aperto, un archivio accessibile a tutti, in qualsiasi momento. Una biblioteca, la “Public Library of United States Diplomacy”, creata sulla base di oltre 10 milioni di documenti, email e telegrammi valutati come autentici.

Sulle orme del suo esule fondatore, Julian Assange, il team di WikiLeaks continua a pubblicare nella neutralità politica; anche se alcuni sostengono il contrario, riconoscendo di volta in volta un presunto avversario politico che, al giorno d’oggi, sarebbe Hillary Clinton. Inoltre, Sarah Harrison sfata il comune mito di una WikiLeaks che spia e viola la privacy del privato cittadino: la suddetta organizzazione non intercetta nessuno e, nel caso pubblichi sul singolo politico, lo fa perché l’informazione è utile a rivelare il funzionamento un intero meccanismo di potere.

E, tra i poteri, figura anche il giornalismo che può essere di parte o neutrale, tendenzioso o trasparente, dipendente o libero. WikiLeaks offre una possibilità di riflessione sul mondo del giornalismo alternativo, un giornalismo a portata di tutti, per tutti e, potenzialmente, contro tutti.

Giulia Cataneo

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