Divorziare con stile di Diego De Silva

«A me piacciono i personaggi un po’ sbagliati, perché non sono piatti ma spiazzano e supportano l’identificazione del lettore. (..) La letteratura deve fare un po’ male: se alla fine della lettura di un libro siamo identici all’inizio vuol dire che quel libro non è servito a nulla»
Diego de Silva al Festival Il Libro Possibile


«Le volte in cui mi capita di avere ragione, sono sempre solo»
Vincenzo Malinconico in Divorziare con stile


L’incontro

Diego De Silva, autore di celebri romanzi come Terapia di coppia per amanti e Voglio guardare, è tornato alla ribalta con un nuovo romanzo che conserva il sapore esilarante, umoristico ed intelligente delle precedenti opere. Il giorno 8 luglio 2017 ha presentato la sua ultima opera – Divorziare con stile – durante il Festival Il Libro Possibile di Polignano a Mare. In Balconata Santa Candida il pubblico ha potuto assistere alla presentazione-intervista di Carmela Formicola e alle battute spiritose dello scrittore napoletano.

Il romanzo

Dopo la trilogia aperta con Non avevo capito niente, l’avvocato nevrotico Vincenzo Malinconico torna a dominare le pagine del romanzo. Eroe e al contempo antieroe di una storia dalle sfumature moderne, abilissimo nell’analizzare i problemi ma incapace di affrontarli, dotato di un’intelligenza inutile e di un incredibile senso dell’umorismo, Malinconico si abbandona con piacere alla divagazione filosofica, facendo morire dal ridere. Con le battute fulminanti e sublimi, le digressioni pretestuose, i puri gorgheggi dell’intelletto affronta le battaglie della quotidianità spesso uscendone sconfitto, ma sempre fedele a sé stesso: quasi geniale, quasi risolto, quasi felice. In un’intervista all’Espresso, De Silva ha definito il suo avvocato partenopeo così: ”Quando ho scritto il primo Malinconico avevo proprio voglia di divertirmi, di buttare uno sguardo che non fosse compassionevole ma divertito e spiritoso sulla drammaticità della condizione professionale, che poi diventa anche personale, familiare e intima. Malinconico è un precario a tutto tondo, è un precario nella professione così com’è precario nei sentimenti. Ma tutto questo lo volevo raccontare con un tono che fosse anche buffo”. In questo romanzo l’indimenticabile protagonista si ritrova alle prese con due casi nuovi, giocati come sempre tra il serio e il faceto: il risarcimento del naso di un suo quasi-zio, che si è scontrato con la  porta di un tabaccaio; la causa di separazione della bellissima Veronica Starace Tarallo, moglie dell’affermato re del foro Ugo Tarallo e accusata di tradimento virtuale commesso messaggi piccanti e svenevoli. Una novella guerra dei Roses che impegnerà Vincenzo più delle sue aspettative. Ma la trama prevede anche una cena con i vecchi compagni di scuola, quasi tutti divorziati, che si trasformerà in uno psicodramma collettivo imperdibile.
La morale che De Silva consegna al lettore con le sue gag sfrenate e comiche è che le separazioni nella vita sono inevitabili, ma lo stile con cui ci separiamo dalle cose è, forse, «la migliore occasione per capire chi siamo. E non è detto che sia una bella scoperta».

Francesca Rotondo

 

 

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