Deforestazione: emergenza silenziosa

A ridosso della Giornata nazionale per la custodia del creato e in vista del Sinodo del prossimo ottobre, Caritas Italiana pubblica un dossier con un focus sull’Amazzonia, il polmone della terra da difendere e salvaguardare. E annuncia la propria scelta di disinvestimento dai combustibili fossili.

“Lo Spirito creatore guidi ogni uomo e ogni donna ad un’autentica conversione ecologica, secondo la prospettiva dell’ecologia integrale della Laudato Si’, perché – nel dialogo e nella pace tra le diverse fedi e culture – la famiglia umana possa vivere sostenibilmente sulla terra che ci è stata donata”.

Così si chiude il Messaggio dei Vescovi in occasione della Giornata nazionale per la custodia del creato che si celebra il 1° settembre. Per far fronte all’attuale crisi socioambientale – sottolinea il Messaggio – sono necessari comportamenti di amore e di cura per la nostra terra e per la ricchezza della vita.

Nonostante però l’accordo unanime della comunità scientifica rispetto ai danni e all’impatto della deforestazione sul cambiamento climatico e surriscaldamento del globo, il degrado del suolo diventa un problema sempre più grave, che colpisce un quarto della superficie terrestre
e minaccia il sostentamento di 900 milioni di persone in oltre 100 Paesi in via di sviluppo.

Lo sottolinea il dossier di Caritas Italiana “Deforestazione: emergenza silenziosa” che contiene un focus sulla regione panamazzonica, anche in vista del Sinodo dei Vescovi sull’Amazzonia che avrà luogo il prossimo ottobre. Nel dossier si ricorda che l’Unione Europea si è prefissa l’obiettivo di porre fine entro il 2030 alla diminuzione della copertura forestale del pianeta e di ridurre la deforestazione tropicale di almeno il 50% entro il 2020. Tuttavia l’Amazzonia – la più vasta e variegata foresta tropicale e pluviale del pianeta che contiene 1/3 di tutti i boschi e si estende in nove Paesi – continua purtroppo ad essere oggetto di uno sfruttamento sempre più intenso che altera equilibri ambientali e climatici globali.

Gli incendi in questo periodo nell’Amazzonia brasiliana hanno
acceso i riflettori su questa emergenza e i leader del G7 hanno annunciato, a conclusione del recente vertice di Biarritz, l’istituzione di un fondo comune di circa 20 milioni di euro, per gestire questa fase acuta di deforestazione. Al di là delle reazioni del governo brasiliano e del confronto
politico, come sottolineato anche dalla Conferenza episcopale locale, per la foresta Amazzonica e gli altri grandi biomi del mondo c’è bisogno di interventi concreti e di un’attenzione costante dei media, degli attori internazionali e dell’opinione pubblica.

Il Sinodo per l’Amazzonia, a partire dall’ascolto dei popoli indigeni, sarà un’importante occasione di riflessione comune su uno sviluppo a servizio della persona umana e in armonia con l’ambiente. L’Amazzonia diventa così luogo simbolo di quell’ecologia integrale richiamata più volte da Papa Francesco che ci consegna una nuova visione dell’economia, del mondo, dei
rapporti tra le persone e con l’ambiente.

L’adesione di Caritas Italiana al Movimento cattolico mondiale per il clima con l’impegno al disinvestimento totale dai combustibili fossili si colloca in questo solco, per “integrare la giustizia nelle discussioni sull’ambiente, per ascoltare tanto il grido della terra quanto il grido dei poveri” (LS. n. 49). Nell’accresciuta consapevolezza di essere tutti parte di un’unica famiglia
umana legata da vincoli di fraternità e solidarietà.
Il dossier completo è su www.caritas.it

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Antonio Curci

Antonio Curci

Direttore Responsabile

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