De Nittis: La vera fisionomia di sua moglie

Seconda parte

Riprendo le osservazioni sulla fisionomia di M.me De Nittis fornite da Giovanni Lamacchia durante quella che ha definito ironicamente ‘lezione’, dato che vari studiosi sono caduti in equivoco, certo comprensibile se si tiene conto che esiste un’unica foto ufficiale, che la ritrae quasi frontalmente.

– Come spieghi il fatto che conosciamo un’unica foto?

– E’ una cosa che spiego col fatto che Madame non è ben conosciuta e quindi non viene riconosciuta in altre foto.

– Quindi ci sono altre foto che la ritraggono?

– Certo. Non possiamo pensare che non si facesse fotografare, anche se sono indotto a pensare che per lei contassero molto più le tele in cui l’aveva ritratta il marito. Tanto è vero che nonostante la loro bellezza non ha voluto venderle (alcune non le ha neppure fatte stimare per l’inventatio) ma le ha tenute con se fino alla fine. E ho scoperto che c’è un’opera che ha persino riacquistato dopo tanti anni – penso alla sua emozione quando è tornata in suo possesso.

– Ma è una tua supposizione che ci siano altre foto o le hai viste e l’hai riconosciuta?

Ne ho viste e l’ho riconosciuta.  Oltre a questo, nell’inventario notarile del 1884  conservato negli Archivi di Francia, che pubblicai in Dossier De Nittis, compare una scatola con un centinaio di foto. Non saranno, penso, tutte foto di quadri, e magari davanti a qualche quadro ci potrebbe essere il De Nittis stesso. Ricordo una lettera in cui lui era in Inghilterra e descriveva alla moglie le sensazioni provate tastando una busta consistente su cui aveva riconosciuto la sua scrittura, contenente la foto di lei col piccolo Jacques. Si sentiva ricattato dalle loro malinconiche espressioni.

– E come mai conosciamo solo quell’unica foto?

Bisognerebbe capire bene quello che è successo dopo la morte di Madame nell’agosto del 1913, soprattutto nei giorni dei sopralluoghi da parte di chi a vario titolo poteva nutrire qualche interesse. E su questo ci sono fonti che non so bene se consentirebbero di scrivere un capitolo o un libro. Io rimasi colpito da un testo che descriveva molto disordine nella casa, tale da rendere difficile farsi subito un’idea della tipologia e numero delle opere. Era sciatta Madame? Non credo.

Intanto siamo fortunati ad avere quell’unica foto che oltretutto proviene da una fonte certa. Infatti la pubblicò per la prima volta il Gabbiani, che aveva conosciuto bene i De Nittis, e aveva curato il trasferimento della donazione di Madame da Parigi a Barletta.  Nel pubblicare le due foto ringraziava la governante Madame Prelat per avergliene fatto dono. Entrambe le foto erano state scattate a Napoli dallo studio Colella e li mostrano trentenni.

Ora è chiaro che potrebbero ancora essere conservate  foto anche degli anni successivi e di tanto in tanto ne spuntano nelle pubblicazioni. Per esempio di Jacques divenuto medico  si conosce una sola foto, ma poi il Monti ne pubblicò una in uniforme militare francese (effetto fotocopia) in Arte e Dossier credendo che si trattasse dell’Artista. Poi la foto integrale è stata pubblicata dalla Sperken nel catalogo delle opere del De Nittis conservato nel Palazzo della Marra.

– Tu sei ritrattista e per te è stato più facile farti un’idea precisa delle fattezze di Madame, osservando i suoi ritratti, ma come si potrebbe aiutare chi non riesce a farsene una. Con una scultura?

–  Ci ho pensato. Ma per aiutare subito i nostri lettori indico un personaggio pubblico così se ne fanno subito un’idea: penso alla giornalista e critica cinematografica Norma Rangeri

Nei prossimi giorni pubblicheremo il seguito dell’intervista

Antonio Calisi

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Antonio Calisi

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Direttore Editoriale

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