De Nittis: La vera fisionomia di sua moglie

Terza parte

Riprendo le osservazioni  sulla fisionomia di M.me De Nittis fornite da Giovanni Lamacchia   dato che vari studiosi sono caduti in un comprensibile equivoco,  dato che esiste un solo ritratto fotografico in posa frontale.

Digital Camera

Per venire meglio incontro ai lettori che vogliano farsene subito un’idea, ha fatto riferimento ad una giornalista che ha preso parte a più trasmissioni . Quindi mi ha mostrato foto e parti di video relative a Morma Rangeri mettendole in relazione a immagini di quadri del De Nittis che ritraggono la moglie .

Il suo intento è proprio mostrarmi come avviene l’equivoco:

Vedi come succedeva che molti pensavano che Madame avesse un profilo alla francese?

E dicendo questo mostra un tre quarti della Rangeri che mette in evidenza la giusta prominenza del naso e poi una foto frontale in cui il naso appare piccolo e schiacciato dalla luce.  Poi rende una incisione in cui  è ritratta Madam in un tre quarti identico a quello della Rangeri.  Poi ancora mi mostra un pastello in cui Madame è ritratta quasi frontalmente e il naso appare schiacciato dalla luce,… e le due figure sono somigliantissime.

E’ chiaro che anch’io ho dovuto soffermarmi su molti ritratti per farmene un’idea e  oramai  ti dirò, mi piacerebbe modellarla – anche modellarli – così tutti ne avrebbero un’idea abbastanza precisa. E comunque continuerei ad osservare la fisionomia nei giochi prospettici e di luce. Sai osservando si scoprono e si ripensa a tante cose. Ora mi viene in mente che avremmo un busto di Madame firmato Adriano Cecioni, se non fosse che ia disistima che lei lasciava trapelare in ogni modo non avesse indotto lo scultore a schiacciare l’argilla che iniziava a prendere forma. Peccato!

– Un bel tipo M.me De Nittis!

– Beh. non doveva avere un carattere facile e neppure il grande Cecioni. E nel peiodo in cui era ospite, a fare le spese tra i due caratteri era il povero De Nittis. Devo dire che mi piacerebbe scrivere di questa donna non comune, che ancora adesso vive come un’ombra, nonostante sia la donatrice di questa straordinaria collezione conservata a Barletta.  Dopo più di un secolo io non vedo un profilo biografico adeguato. Barletta la ricorda con una via intitolata a lei. Non si sa dove sia sepolta e io comincio a credere che il suo corpo sia finito nell’ossario comune di Parigi.

– Potresti tracciare tu un profilo sintetico?

Sì, uno sintetico certo.

Riporteremo il seguito nei prossimi giorni

Antonio Calisi

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Antonio Calisi

Antonio Calisi

Direttore Editoriale

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