De Nittis, Il ritratto di Madame Pissarro della Pinacoteca Provinciale di Bari. Continua l’intervista a Giovanni Lamacchia

De Nittis, Controluce ritratto di M.me Pissarro
De Nittis, Controluce ritratto di M.me Pissarro

Si tratta di una tela intitolata Controluce, catalogata come ritratto di M.me De Nittis , ma Lamacchia è sicuro di provare che si tratta del ritratto della donna del pittore impressionista con cui il De Nittis aveva familiarità. A questo scopo mi ha mostrato la tela di Pissarro conservata al D’Orsay.
– Perché non si tratta della signora De Nittis e perché si tratta della signora Pissarro?
– Madame De Nittis aveva tutt’altra fisionomia, non quindi quel nasino all’insù e quell’ovale del viso. Il suo naso era ‘importante’ e la mandibola quadrata come si vede in alcuni ritratti. Posso capire che il profilo ritoccato e sfuggente che compare nella celebre tela ‘Colazione in giardino’,
che aveva dipinto per il Salon del 1883, possa trarre in inganno. Ma altre tele mostrano più nettamente la vera fisionomia.
Osservando la figura femminile rappresentata nelle due tele non occorre essere ritrattisti per riconoscere la stessa persona e neppure un fine intuito per capire che l’ambiente di posa è identico. Basta guardare quelle facsce grigie e altri segni che compaiono nella tenda della tela del De Nittis: non sono giochi di pennello decorativi, ripetono il disegno ondeggiante creato dall’ombra della ringhiera. E la ringhiera la lascia vedere chiaramente la tela di Pissarro, dove la tenda è scostata, insieme all’albero nel giardino.
– Quale delle due tele secondo te è la più grande?
– Nella tela della nostra Pinacoteca vedo quel tocco che i francesi ammiravano nei soggetti femminili dipinti dal De Nittis. E’ bastato poco, al nostro, per far rifiorire M.me Pissarro, farla sorridere all’idea di una passeggiata, avvolgere la sua figura nel controluce nebuloso e pallido che si staglia sulla tenda, e degradare i grigi perlacei della sua tavolozza nelle parti in luce e in ombra dell’abito. Trovo questa tela dal soggetto semplice, delicato e sobrio, insuperabile nella sua eleganza, e maestra nella scuola impressionista. E credo che anche la signora Pissarro ne sarà rimasta lusingata. Nella tela di suo marito il suo bel viso sembra appassire chino sulla stoffa da cucire.
Questa sì che doveva essere presentata a Parigi, ma per essere ammirata al D’Orsay, non separata dal contesto storico in cui era nata.
Invece abbiamo rischiato persino che alla mostra di Parigi, l’Angiuli esponesse un falso, La signora col cane, ex collezione Tanzi, inserendolo persino nel manifesto. E io fui l’unico a scrivere perché era un falso. Poi mi accorsi di un altro falso eseguito dalla stessa mano…
– Parliamone!
– Ah, lo faremo presto.

Antonio Calisi

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Direttore Editoriale

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