De Chirico a Conversano per celebrare l’arte metafisica

«Un’opera d’arte per divenire immortale deve sempre superare i limiti dell’umano senza preoccuparsi né del buon senso né della logica»
Giorgio De Chirico

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In Puglia, quest’anno, l’inno alla cultura investe anche il campo artistico: dal 10 luglio al 23 ottobre 2016 Conversano ospiterà, nell’imponente Castello trapezoidale di origine normanna, una mostra interamente dedicata al pittore e scrittore Giorgio De Chirico (1888-1978). Ieri 15 luglio si è tenuta la presentazione ufficiale, durante la quale la Fondazione Isa e Giorgio de Chirico è stata più volte lodata per aver permesso alle opere di questo artista contemporaneo di immenso spessore di arrivare fino a noi.
Se si pensa  che solo altre sei città al mondo (Ferrara, Spoleto, Campobasso, Tokyo, Istanbul, Monza) hanno avuto l’onore di ospitare le tele di De Chirico, questo diviene un  motivo di vanto  non solo per il paese della provincia barese ma per tutta la Puglia, che così apre una stagione estiva all’insegna del turismo culturale oltre che balneare.

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Giorgio De Chirico, protagonista indiscusso di un intero secolo e fondatore  ed esponente principale della cosiddetta  “scuola metafisica”  -tra il 1911 e il 1915 – ha segnato una svolta in ambito pittorico promuovendo una tecnica pittorica altamente avanguardistica, nutrita di immagini enigmatiche,  architetture essenziali, prospettive non realistiche immerse in un clima di trascendenza e profonda “spettralità”.  Il termine metafisico, identificandosi con tutto ciò che si trova al di là della realtà tangibile e percepibile per mezzo dei sensi, si declina infatti per il pittore-intellettuale greco in opere popolate non da uomini, bensì da manichini, statue, ombre o personaggi mitologici capaci di conferire allo spettatore un senso di solitudine e di perdita del proprio io. Il tocco essenziale e deciso, i contorni ben definiti dei personaggi che contrastano con uno sfondo sempre sfumato, la presenza dominante di colori intensi e mai “illanguiditi” – il cobalto, l’oltremare, il vermiglio nelle tonalità squillanti – si fondono con una minuziosità quasi ossessiva, tanto da creare delle opere quasi opposte a quelle tipiche del realismo.

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Queste opere metafisiche sono prive della dimensione temporale e tutto sembra essere immerso in un’atmosfera onirica: sono spesso associati oggetti appartenenti ad epoche distanti , senza  alcun apparente collegamento, mentre la presenza di una prospettiva improbabile costringe l’occhio dello spettatore a cercare un ordine nella tela spesso semplicemente inesistente. L’arte di De Chirico è sempre proiettata verso un’originale e romantica interpretazione della classicità, rivisitata in chiave a tratti surreale ed espletata con una tecnica che si ispira ai grandi maestri rinascimentali.

Tra le opere presenti alla mostra spiccano per bellezza e forza espressiva anche le tele naturalistiche, le sculture bronzee, i numerosi ritratti e autoritratti arricchiti da sguardi “reali”ora fieri ora velati di malinconia e, soprattutto, le meravigliose “vite silenti”, nature morte calate in un’atmosfera sospesa, la cui stasi avvolge e inebria lo spettatore.

Francesca Rotondo

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