David di Donatello 2015

Schermata_2015_05_11_alle_230515Al teatro Olimpico di Roma si è tenuta questa sera la premiazione dei David di Donatello, il più importante premio cinematografico italiano. E’ nel segno del cinema di genere e nello specifico del noir la 59esima edizione che vede il trionfo di Anime nere di Francesco Munzi che si porta a casa ben 9 statuette (nessun riconoscimento a Venezia): miglior film, regia, sceneggiatura, produzione, fotografia, montaggio, fonico, colonna sonora e canzone originale. Notevole il bottino de Il giovane favoloso di Mario Martone (anch’egli concorreva a Venezia) che raccoglie 5 David tra cui spicca quella meritatissima per il miglior attore protagonista Elio Germano, interprete di un Leopardi eccezionale. Per il film premiati anche la scenografia, i costumi e il trucco e parrucco.

La più felice è di certo Giulia Lazzarini, vincitrice del David di Donatello come miglior attrice non protagonista per Mia madre di Nanni Moretti. Doppietta con Margherita Buy, premiata come miglior attrice protagonista, che diventa così l’attrice ad aver vinto più David (ben 8).”Sono commossa, felicissima per un premio a cui tenevo tantissimo – ha detto la Buy ritirando il riconoscimento – il ruolo era difficile. Dedico questo premio soprattutto a Nanni Moretti: senza di lui nulla sarebbe stato possibile”. Il più stupito è Carlo Buccirosso, che vince la statuetta come miglior attore non protagonista per Noi e la Giulia di Edoardo Leo.

Il miglior regista esordiente è risultato Edoardo Falcone per la commedia Se Dio vuole con il duo Gassmann-Giallini, il miglior film dell’Unione Europea è il britannico La teoria del tutto di James Marsh, il miglior film straniero Birdman di Alejandro Iñárritu, Il ragazzo invisibile di Gabriele Salvatores si è portato a casa il David per gli effetti digitali mentre – meritatissimo – è il David di Donatello al miglior documentario assegnato a Belluscone di Franco Maresco. Un David speciale è stato consegnato al regista Gabriele Muccino, che non è stato il solo ad aver portato una ventata americana perché direttamente da Hollywood è approdato ai David Quentin Tarantino che, con qualche anno di ritardo, ha ritirato i due premi vinti per Pulp fiction nel 1995 per Django Unchained nel 2012.

Per la premiazione la Rai ha scelto Tullio Solenghi, “l’usato sicuro”, come lui stesso si è definito, che con la sua vis comica ha allietato la serata ad una platea solitamente difficile da divertire ed intrattenere. Solenghi non ha dimenticato un’immancabile e ovvio riferimento ai tre moschettieri, Moretti, Garrone e Sorrentino, lasciati ingiustamente fuori dal Palmares francese, quando ha scoccato una sarcastica freccia al Festival di Cannes dove “nulla hanno vinto, ma i loro film sono stati venduti in oltre 100 Paesi” – specifica – “nessuna polemica coi francesi ma arridatece la Gioconda”.

Emozionante e non banale il ricordo di caratteristi e cineasti recentemente scomparsi da Virna Lisi a Manuel De Sica, da Giorgio Faletti a Monica Scattini, da Anita Ekberg a Claudio Caligari fino a Francesco Rosi. L’In Memoriam dedicato ai questi artisti che hanno lasciato un vuoto incolmabile nel Cinema Italiano e che hanno contribuito con la loro arte a renderlo speciale ha steso un velo di malinconia ed commozione sulla 59esima edizione del David di Donatello.

Ilaria Sinopoli

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