Siena, “Dante a mezzogiorno”

dante-alighieriIl 29 ottobre alle ore 9.30 a palazzo Patrizi nel plesso del San Niccolò a Siena , il dipartimento di Filologia e critica delle letterature antiche e moderne dell’ateneo senese insieme all’Università per Stranieri di Siena ha partecipato all’iniziativa nazionale “Letteratura per la scuola. Competenze per la vita”. Quest’anno con l’evento “Dante a mezzogiorno” sono stati celebrati, come in altri Atenei in tutta Italia, i 750 anni della nascita di Dante.
A partire dalle 9.30, dopo una breve presentazione dell’evento a cura di Natascia Tonelli, docente di letteratura italiana presso il dipartimeno di Filologia e critica delle letteratire antiche e moderne di Siena, sono intervenuti vari studiosi sull’opera del “Sommo Poeta”. Pietro Cataldi, docente dell’università per stranieri di Siena ha parlato de “Il sussiego degli angeli”. Nonostante il titolo del suo intervento fosse volto agli angeli, lo studioso non si è soffermato a trattare riguardo gli angeli nel paradiso, ma di angeli meno prevedibii, come quelli presenti nel Purgatorio, luogo limite tra la vita e l’ aldilà e l’Inferno, luogo dell’eterno dolore. L’atteggiamento di questi angeli risulta molto distaccato: nell’aldilà è necessario non essere emotivi come comuni esseri umani, in questo consiste la superiorità della figura angelica.
Laura Pasquini, docente dell’università di Bologna, è intervenuta su “Il diavolo in Dante e nell’iconografia medievale”, presentando opportune icone raffiguranti esorcismi, figure di santi che furono tentati come s. Martino, patti con il diavolo, la pesatura delle anime, immagini di triplici volti dannati contrapposti alla trinità.
Successivamente Natascia Tonelli, ha trattato di “Dove si trovano e cosa fanno gli angeli dell’Empireo” leggendo il XXVIII canto del Paradiso, in cui Dante ha superato i nove cieli e confina con la Volontà di Dio. Il poeta si interroga su cosa facciano gli angeli e sarà S. Tommaso a sciogliere il dubbio affermando che loro sono la causa del movimento dei cieli attorno alla terra.
Infine Giuseppe Marrani, docente dell’università per stranieri di Siena, con “Profilo di un mostro: Cerbero divoratore”, ha trattato della complessa figura di Cerbero. Con la lettura del sesto canto dell’inferno, lo studioso ha affermato che nella tradizione letteraria Cerbero è stato spesso citato, per esempio nell’Eneide, ma non è mai stato esplicitamente definito come un cane a tre teste.
Alle 12, gli studenti delle scuole superiori di Siena che hanno partecipato all’incontro, insieme a Margherita Gravagna, hanno dato voce ad alcuni passi scelti dalle opere del poeta, con le letture di “Dante a mezzogiorno. Angeli e diavoli nei versi di Dante”, accompagnati da intermezzi musicali.

Martina Ragone

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