Corea. Mons. Kim Hee-jung (presidente vescovi): “Gli armamenti, soprattutto quelli nucleari, sono sempre un pericolo per la pace”

L’arcivescovo Igino Kim Hee-jung al Sir: “Sono almeno due i motivi che spiegherebbero anche l’ultimo missile lanciato: una dimostrazione di forza e una sfida alle nazioni potenti”

 

“Gli armamenti, soprattutto quelli nucleari, sono sempre un pericolo per la pace”. Lo afferma l’arcivescovo Igino Kim Hee-jung, presidente della Conferenza episcopale della Corea, in un’intervista rilasciata al Sir. “Sono almeno due i motivi che spiegherebbero anche l’ultimo missile lanciato: una dimostrazione di forza e una sfida alle nazioni potenti”, dice l’arcivescovo di Gwangju che subito aggiunge: “Anche il popolo della Corea del Nord desidera la pace”.

Nei giorni scorsi Corea e Santa Sede hanno celebrato i 70 anni dall’avvio del processo d’istituzione delle relazioni diplomatiche e, per l’occasione, il neopresidente coreano Moon Jae-in ha chiesto all’arcivescovo Igino Kim Hee-Jung di rappresentare l’intera nazione coreana e d’incontrare il Santo Padre per celebrare questo anniversario. L’arcivescovo ha quindi approfittato di questo viaggio per incontrare il segretario di Stato vaticano, cardinale Pietro Parolin, con il quale si è intrattenuto per 45 minuti di colloquio.

“Al cardinale Parolin – racconta l’arcivescovo – ho spiegato la situazione della penisola coreana tra Nord e Sud. Il nostro nuovo presidente ha chiesto una preghiera alla Santa Sede per favorire una normalizzazione dei rapporti con Pyongyang”. Riguardo all’incontro con Papa Francesco dice: “Il Santo Padre ha detto di pregare per la pace della penisola coreana”. C’è una nuova speranza oggi in Corea del Sud con la nomina del presidente Moon Jae-in. “In qualsiasi situazione – dice il presidente dei vescovi coreani -, noi non dobbiamo mai abbandonare il dialogo tra Nord e Sud. Ambedue le parti, la Corea del Nord e la Corea del Sud, devono continuare a mantenere il rapporto attraverso il dialogo, la negoziazione e lo scambio dell’aiuto umanitario.

Perché solo il dialogo e la negoziazione sono la via unica da percorrere per evitare il rischio della guerra. Il nuovo presidente della Corea del Sud, fin dalle sue prime dichiarazioni, ha affermato che cercherà anzitutto il dialogo. E per questo è anche disponibile, se ci saranno le condizioni giuste, ad andare in visita in Corea del Nord”.

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