Una conferenza a Londra per dire basta alle violenze sessuali di guerra

jolie-hagueIeri a Londra si è conclusa la prima conferenza internazionale sul dramma delle violenze sessuali nei conflitti. L’evento è stato organizzato dal Ministro degli Esteri inglese  William Hague e dall’inviata speciale delle Nazioni Unite Angelina Jolie. Tanti gli eventi organizzati per un unico obiettivo: dire basta agli stupri durante i conflitti nel mondo. 

La famosa attrice ha presentato un documentario prodotto due anni fa sulle violenze perpetrate ai danni di uomini e soprattutto donne durante la guerra in Bosnia negli anni ’90.

In collegamento telematico erano presenti anche il segretario dell’ONU Ban Ki Moon e l’ex first lady americana Hilary Clinton.  E’ stato firmato un documento davanti a duemila delegati e sottoscritto da 155 nazioni. Esso costituisce il testo di riferimento per porre fine alle terribili atrocità che tanti uomini e donne hanno dovuto subire durante le guerre. Il primo dei gesti concreti è stato fatto da Gran Bretagna e USA che hanno stanziato un fondo che servirà ad educare volontari, soldati, avvocati e personale medico che dovrà interfacciarsi con coloro che durante i conflitti subiscono violenze sessuali.

Il cardinale Vincent Nichols, arcivescovo di Westminster, presente ai lavori, ha dichiarato: “I due principi morali chiave, che io vedo all’opera qui, riguardano – uno – la condotta stessa del conflitto, nel senso di valutare se siano legittimi o meno. Secondo, la grande importanza riguardo agli standard e ai principi relativi ai comportamenti sessuali. Credo che la cosa più importante sia cercare di comprendere ed è quello che cerchiamo di far arrivare alla gente – e questo i tribunali di guerra l’hanno sempre fatto – e cioè che nessun conflitto può mai essere una giustificazione per compiere azioni illegali. Penso che questa sia una cosa che facilmente si perde di vista, soprattutto quando un conflitto si perpetua e quando comprende sentimenti locali molto, molto profondi o sentimenti nazionalistici. E’ facile dire: “Bè, è sempre una questione di guerra…”. Però, la guerra non giustifica il crimine. E la seconda cosa è che sempre la sessualità si intreccia in un complesso equilibrio di potere fra le persone”.

Marco Brandi

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Antonio Curci

Antonio Curci

Direttore Responsabile

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