Che cosa intende san Paolo con essere “rivestiti di Cristo”?


San Paolo, Bartolomé Esteban Murillo (attribuito a), Olio su tela, 1650-1700, Parma Galleria Nazionale

Nella Lettera ai Galati, san Paolo dichiara: “poiché quanti siete stati battezzati in Cristo vi siete rivestiti di Cristo.” (Galati 3,27). Quantunque i lettori possano pensare che essere “rivestiti” (ἐνεδύσασθε; enedúsasthe) in Cristo soltanto simbolicamente, l’Apostolo ha in mente qualcosa di più reale. Il linguaggio attinge a vicende dell’Antico Testamento in cui le persone sono “rivestite” dello Spirito del Signore e legittimate a parlare o agire per conto di Dio. Stando a san Paolo, essere rivestiti di Cristo genera la forza di vivere secondo i propositi divini e unisce i credenti a Dio e fra loro.

Quando gli antichi israeliti facevano esperienza dello Spirito di Dio, gli autori biblici li descrivono come rivestiti di abiti divini. Al tempo dei giudici, per esempio, Dio visita Gedeone prima di andare in battaglia: “Ma lo spirito del Signore rivestì ( לבשׁה; lavshah) Gedeone; egli suonò il corno e gli Abiezeriti furono convocati al suo seguito.” (Giudici 6,34). Nell’antica traduzione greca di questo versetto nella Settanta, il traduttore usa la stessa parola che usa san Paolo per essere “rivestito” (ἐνδύω) in Cristo. Allo stesso modo, ai tempi di Davide, uno dei suoi uomini riceve lo Spirito di Dio prima che egli si unisse al seguito militare del re: “Allora lo spirito rivestì (לבשׁה/ἐνέδυσε) Amasài, capo dei Trenta” (1Cronache 12,18). In questi casi, essere stati rivestiti dello Spirito doveva significare equipaggiarsi per la battaglia, che è il motivo per cui Efesini ripropone le immagini per descrivere la difesa contro il male: “Rivestitevi (ἐνδύσασθε; endúsasthe ) dell’armatura di Dio per poter resistere alle insidie del diavolo.” (6,11).

Essere rivestiti dello Spirito Santo consente ai predicatori di annunciare la parola di Dio. Zaccaria, figlio di Jehoiada, rimproverò i capi di Giuda dopo essere stato incaricato dal cielo: “Allora lo spirito di Dio rivestì (לבשׁה / ἐνέδυσεν) Zaccaria, figlio del sacerdote Ioiadà, che si alzò in mezzo al popolo e disse: «Dice Dio: «Perché trasgredite i comandi del Signore? Per questo non avete successo; poiché avete abbandonato il Signore, anch’egli vi abbandona»” (2Cronache 24,20). L’abito spirituale di Zaccaria gli permetteva di parlare in nome di Dio; il profeta era concorde col Signore nell’attuare la volontà divina. L’arrivo dello Spirito Santo produce un rinnovamento nelle persone da lui rivestite in modo che si trasformino in rappresentanti di Dio. Questo è quello che intende san Paolo quando dice che i credenti che sono stati “rivestiti” di Cristo sono “tutti uno in Cristo Gesù” (Gal 3,28). L’Apostolo, osservando che in Cristo «Non c’è Giudeo né Greco; non c’è schiavo né libero; non c’è maschio e femmina» (3,28), non descrive un cambiamento carnale nelle persone in modo che la loro etnia o genere non sia più esistente o pertinente. Invece, san Paolo afferma che chiunque è rivestito di Cristo è divenuto uno con Lui e tra i fratelli; indipendentemente dall’etnia, dal sesso o dalla posizione sociale, lo Spirito di Dio è stato effuso in egual modo su tutti.

Antonio Calisi

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Direttore Editoriale

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