Carlo Nappi un artista che racconta i nostri tempi

IMG-20150606-WA0001 (1)Carlo Nappi è un giovane studente iscritto alla facoltà di Giurisprudenza di Bari, con un grande talento, quello della pittura.

Esprime un taglio di astrattismo più conforme alla storia del suo tempo, tra la cronaca dell’oggi e la speranza per il domani, di una trasformazione gioiosa, positiva del futuro che vorrebbe più luminoso del presente.

La tecnica è quella dei dipinti a olio, su tela e carta e poiché Carlo non dipinge per acquisizione di tecniche studiate alla scuola d’arte, il suo pennello si muove in modo naturale e inconsapevole.

Il critico d’arte, Vinicio Coppola, ha esaminato i dipinti di Carlo e il suo modo di esprimersi definendolo molto vicino a Picasso e ai suoi allievi anche se lui non li ha mai studiati. Dipinge e basta.

L’abilità dei suoi gesti col pennello (si vedano le opere sul gattino oppure il cavallo) come pure l’accuratezza nelle movenze dell’opera su carta “La mutilazione” o sul “Processo”, sono state esaminate da critici d’arte e galleristi (Jacklin per la Francia) che hanno parlato di straordinarietà anche in relazione al fatto che Carlo è nipote di Ruggiero Buttaro (pittore di arte moderna e contemporanea che espone questo mese al New York ma è già stato a Londra, Parigi ecc.) con il quale ha in comune proprio le cromature, per cui parlano di “prova di un talento genetico”.

Si tratta di due pittori di arte moderna e contemporanea, viventi, consanguinei, ma di generazione e cultura diverse.

Tutto è iniziato quando suo padre Antonio comprava “La Repubblica”e Carlo, di appena quattro anni, era sedotto dalle illustrazioni satiriche di Forattini. Così cominciò a riprodurle con cura e passione per qualche anno. In seguito decise di dare vita a vignette ispirate a episodi di cronaca e del mondo dello spettacolo, infondendo meraviglia nei suoi familiari, in particolare della mamma Lucia la quale gli donò una tela. Una notte Carlo, non riuscendo a prendere sonno, si alzò e diede vita alla sua prima opera. Linee e colori si intervallavano a figure abbozzate, complicate da leggere. La mamma Lucia che, al cospetto di quell’opera, restò affascinata dai colori allegri e invitanti disse al figlio. “Ma questo quadro mi sembra capovolto, cerca di girarlo di 120 gradi, e vedi cosa ne vien fuori!”. Il consiglio fu compiuto all’istante e in quell’attimo si percepì una figura materna nel cui ventre materno si muovevano altri due esseri umani.

Immediatamente la mamma comperò tele, pennelli e colori e in questo modo Carlo iniziò a dar ascolto all’estro grazie al quale oggi dà vita a dipinti che parlano di cronaca, ne sono una chiara conferma la tragedia degli immigrati e il Mediterraneo, che da mare di pace e di scambio è divenuto mare di morte, di sogni a occhi aperti e anche d’amore come testimonia un’opera in cui è raffigurata una giovane contadina coinvolta in un turbinoso valzer con il suo smanioso innamorato.

Antonio Calisi

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Antonio Calisi

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Direttore Editoriale

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