Carlo Nappi, le sue opere condannano la violenza compiuta in nome di Dio

Carlo Nappi è un giovane barese con una grande capacità di raccontare attraverso la sua pittura la cronaca dell’oggi e un futuro che vorrebbe più luminoso del presente.

12248761_1944643555761312_1020478576_nIl critico d’arte, Vinicio Coppola, ha analizzato i dipinti di Carlo e la sua maniera di comunicare presentandolo molto vicino a Picasso e ai suoi allievi. Le sue opere sono state vagliate da critici d’arte e galleristi (Jacklin per la Francia).

Premesso che ogni opera ha una valenza interpretativa soggettiva che l’autore rimanda alla libera interpretazione di ognuno, in questa opera intitolata “La Libertà”, Carlo Nappi ha inteso esprimere la sua visione. L’artista nel dipinto, palesemente legato alla duplice visione di questo tempo oppresso dalla tendenza ad una sovrapposizione terroristica di valori morali, culturali e religiosi che si impone sul piano globale per mezzo della violenza, e l’altra forza concentrata, prevalentemente sui principi dell’Illuminismo. Dipinge in diverse dimensioni gli attacchi terroristici alle diverse Nazioni (le due guerre mondiali, le Torri Gemelle, Charlie Hebdo) tutte immerse in due cerchi concentrici composti alla base dell’opera da un occhio che palesemente è intriso di tristezza, tutto avvolto dal grigiore della morte. Attorno s’intravede un fuoco che tenta di divampare a distruggere la Vita. L’opera è un manifesto a favore della libertà che ha confini e limiti nel divieto dell’autodistruzione dell’umanità. L’autore esprime con chiarezza che la libertà richiede reciproco rispetto e riconoscimento del valore dell’altro in quanto persona. L’opera si legge, dunque, dal basso verso l’alto. Nella parte alta si vede con chiarezza, a sinistra, il vero “unicum” che è rappresentato da un Dio indignato che ripudia la violenza, soprattutto quando è esercitata nel suo nome. Si può notare che l’autore pone la libertà nelle sembianze di un angelo, posto ad un livello superiore alla catastrofe ma inferiore all’elevazione di Dio, delimitata come un soffitto per significare che la libertà non è sconfinata ma trova il proprio limite del non ledere la libertà dell’altro. Si noti che l’angelo ha la tendenza ad elevare dal basso tutte le legittime aspirazioni dell’umanità che sono rappresentate da arcobaleni che finiscono contenuti nel corpo dell’angelo, il quale viene infine illuminato da 1 intensa luce per significare che dal male si deve trarre il bene che c’è in ogni uomo.

Antonio Calisi

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Direttore Editoriale

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