Care donne, dovremmo cambiare il nostro modo di giudicare gli uomini!

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Care donne,

per cambiare il nostro posto nel mondo, dovremmo smetterla con frasi del tipo “Sono uomini, non cambieranno mai”. Idealizzare la nostra presupposta superiorità non fa che nuocerci. Bollare anche i nostri stessi compagni come irrimediabili non è la soluzione. In questo modo, li liberiamo soltanto dal giogo, li affranchiamo dalle loro responsabilità. Quando li giudichiamo, rassegnate, come “porci” o semplicemente insensibili, ci abbandoniamo al bigottismo delle basse aspettative.

Un’analisi delle recenti elezioni negli USA, pubblicata su The New York Times, ha fatto leva proprio sulla nostra considerazione degli uomini. Difatti, alcune donne che hanno votato per Mr. Trump riconoscono chiaramente che il loro candidato è un narcisista, come il loro compagno d’altronde. Altre sottolineano che gli uomini non amano le donne in carriera e che di certo non desiderano una donna presidente. E un’intervistata, difronte alla paura degli uomini per il crescente potere femminile, consiglia semplicemente di scrollare le spalle. Totalmente normali, dunque, le dichiarazioni del succitato che nel 2005 afferma di non pensare neanche lontanamente ad una passeggiata al Central Park con i suoi figli, perché il suo unico ruolo in famiglia è guadagnare soldi. È inammissibile per lui che l’uomo svolga “le cose da donna”. E tanti uomini e numerose donne sono d’accordo o si dimostrano indifferenti in proposito.

Il femminismo non è certo rassegnazione, ma neanche odio o critica continua. La lotta delle donne per la vera uguaglianza si nutre innanzitutto di speranza, la speranza, ad esempio, che anche nostro marito può essere migliore nella ristretta quotidianità.

 

Giulia Cataneo

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