Buon compleanno Oriana!

Oriana_Fallaci_1Fiorentina di nascita (il 29/06/1929), di cultura ed educazione, Oriana respira aria di giornalismo fin da bambina: segue infatti le orme dello zio Bruno che dopo aver scritto per la «Nazione» e il «Corriere», dirige «Epoca». E di fatti, giovanissima, a 17 anni, pubblica il suo primo articolo con «Il Mattino dell’Italia Centrale».

Si occupa di cronaca nera, giudiziaria e in seguito si dedica ai fatti di costume, avvicinandosi al mondo della moda e dello spettacolo.

È il 1954 quando si trasferisce a Roma e viene assunta da Arrigo Benedetti, all’epoca direttore dell’«Europeo».
In questi anni la Fallaci comincia ad elaborare la sua tecnica inedita di realizzare interviste: come testimoniano molti appunti recuperati dal nipote, le interviste venivano studiate a lungo a tavolino.   Tutto ciò per mettere in crisi la «vittima», farla ridere e poi temere, incanalare il discorso nella direzione che mai l’interrogato avrebbe voluto intraprendere; infine infliggere i colpi finali, attaccandolo sui suoi stessi errori.  Nel periodo romano, la Fallaci affronta i divi stranieri che lavorano a Cinecittà senza tralasciare i grandi personaggi del cinema italiano di quegli anni, come Mastroianni, Totò, Fellini e Anna Magnani.

Un anno dopo è chiamata alla redazione milanese del giornale: contenta di cambiare città, spera grazie a quest’incarico di viaggiare per il mondo.
E infatti raggiunge subito l’America, e da questi frequenti viaggi  nasce il reportage Hollywood vista dal buco della serratura, che diventerà il primo libro di Oriana pubblicato da Longanesi nel 1958 con il titolo   I sette peccati di Hollywood.
Nel frattempo le viene affidata un’inchiesta sul ruolo delle donne e sul loro modo di vivere dall’altra parte del mondo. Di qui il lungo reportage (Viaggio intorno alla donna) e poi il libro Il sesso inutile.  Ma è un altro, l’ambito della sua vocazione: «Il giornalismo all’inizio per me fu un compromesso, un mezzo per arrivare alla letteratura»: sono le sue stesse esperienze di lavoro e di vita a fornirle la materia prima per scrivere e pubblicare nel 1962, il suo primo romanzo Penelope alla guerra. Una narrazione che rivendica, come già era avvenuto nell’inchiesta Il sesso inutile, il ruolo della donna nella società, indicando i primi passi del cambiamento e dell’emancipazione dai vincoli della famiglia e delle tradizioni.

Negli anni Settanta, periodo mitico delle interviste ai grandi della Terra, Oriana raggiunge il successo mondiale grazie alla pubblicazione di  Lettera a un bambino mai nato e Un uomo.
Entrambi autobiografici, ispirati all’amore tormentato tra Oriana e Alexandros Panagulis, uno dei leader della Resistenza greca alla dittatura dei Colonnelli.

Tra gli anni Settanta e Ottanta la Fallaci è sulla cresta dell’onda tanto che la sua fama le guadagna, nel 1977, la laurea honoris causa in Letteratura rilasciata dal Columbia College di Chicago.

Dopo la pubblicazione di Insciallah (Rizzoli, 1990), romanzo monumentale sul conflitto in Libano e sul fondamentalismo islamico, Oriana si ritira in modo quasi permanente a New York, baluardo di democrazia e “Refugium Peccatorum dei fuoriusciti, degli esiliati”.

Tra il 1991 e il 1992 entrano nella sua vita due elementi che l’accompagneranno fino alla morte: il cancro e quello che lei definisce «il mio Bambino», una grande saga sulla sua famiglia attraverso i secoli.

Nel 2001 il «Corriere della Sera» pubblica La Rabbia e l’Orgoglio, una lunga lettera, sulle ore che seguono la tragedia delle Twin Towers, che segna il ritorno di Oriana sulla scena italiana e internazionale.  La scrittrice – o scrittore, come preferiva essere chiamata – lavora per giorni, senza sosta a un messaggio per l’Italia e per l’Occidente in generale, con un incipit che chiarisce il suo stato d’animo: «Mi chiedi di parlare, stavolta. Mi chiedi di rompere almeno stavolta il silenzio che ho scelto, che da anni mi impongo per non mischiarmi alle cicale. E lo faccio».

«A ripartire» dal successo del 2001, la voce di Oriana si fa sentire in occasione dei dibattiti più scottanti: si schiera con forza contro l’eutanasia; contro il referendum per estendere la ricerca sulle cellule staminali; nell’aprile del 2002 scrive per «Panorama» un lungo pezzo  contro l’antisemitismo.
Dell’aprile del 2004 è La Forza della Ragione, fino all’ultimo libro Oriana Fallaci intervista sé stessa – L’Apocalisse in cui si autointervista, commentando gli ultimi attacchi terroristici, le ultime esecuzioni islamiche, la situazione politica italiana, e raccontando il proprio rapporto con la morte e con il cancro.
Tra il 2005 e il 2006 Oriana scrive il suo ultimo articolo sulla questione islamica, pubblicato sul «Corriere» con il titolo Il nemico che trattiamo da amico.

Il quotidiano «Libero» fa invece partire una raccolta di firme per chiedere al Presidente della Repubblica la nomina a senatore a vita di Oriana.
L’ultima intervista la Fallaci la concede al «New Yorker»: racconta qualcosa del suo passato, attacca di nuovo il mondo arabo, conferma la sua astensione dal voto in Italia.

Nell’agosto del 2006 le sue condizioni di salute si aggravano, e Oriana chiede di essere trasportata in Italia dove muore il 15 settembre del 2006, all’età di settantasette anni.

Giulia Cataneo

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